Dark Souls II Scholar Of the First Sin: recensione gioco

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Il nome di Dark Souls non sarà di certo nuovo alle moltitudini di giocatori che hanno sperimentato la maggior parte dei titoli cult per la generazione precedente di Playstation ed Xbox Microsoft. Rimasterizzata, riveduta e portata a lustro da una serie di migliorie tecniche impeccabili, Dark Souls II Scholar Of The First Sin è una novità ora più che gradita per le next gen Sony e Microsoft.

Entrando a far parte di un roster di titoli di ultima uscita assieme al celebrato BloodBorne per Playstation 4, picchiaduro eccelso ed evoluto in merito alle capacità di lesione, schivata, utilizzo dell’arma contro l’avversario anche sul versante multiplayer, Dark Souls II Scholar Of The First Sin torna per old e next gen portando con sé una serie di raffinate novità, a partire da un framerate a 60 FPS del tutto ricalibrato su una risoluzione 1080p, nonostante la qualità effettiva dello storyboard grafico rimanga la medesima da tempo.

Nonostante ciò, il nucleo del miglioramento di Dark Souls II è tutto incentrato attorno al gameplay ed alle sue situazioni, creando eventi del tutto nuovi e nemici ad hoc che tuttavia manterranno una sorta di raccordo contro i vecchi protagonisti dell’universo del titolo. Anche in questa incarnazione digitale saremo al centro dell’avventura di un vero e proprio personaggio emblematico, destinato a rinascere infinite volte non potendo lasciare le lande dei vivi, corrompendosi ad ogni iterazione vitale.

Il luogo chiave della vicenda, che possiede peraltro una soluzione possibile alle vicende del nostro protagonista, è Drangleic, in cui in cambio di un’imprecisata salvezza si richiede che gli aspiranti diventino re assoluti delle terre circostanti. Fortunatamente, viste le necessità della storyline, la scelta di una classe base del personaggio non è poi così vincolante, in quanto il suo apprendimento potrà avvenire in maniera trasversale permettendoci di seguire la vastità esponenziale dell’ambiente che andremo ad esplorare.

Data la natura del protagonista, sarà inoltre possibile declinarci in più vite diverse, spostandoci tra le propaggini di un mondo dal level design curatissimo e e fondato su rapide ricariche della barra “resistenza” (stamina), da cui dipenderà gran parte di ogni singolo gesto, incluso schivare od effettuare attacchi. Grazie, quindi, a cospicui miglioramenti del motion engine del titolo, Dark Souls II si dimostra un gioco particolarmente impegnativo, che ci auguriamo apra le porte al terzo nuovo capitolo della saga.

Roberta Betti

Appassionata da lungo tempo di tecnologia, videogaming e tutto ciò che verte intorno al mondo della cultura e dell'entertainment: scrivere e seguire innovazione e scoperte che vanno di pari passo con l'età dell'informazione rappresentano per me le priorità principali.

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