Adware, i nemici della security online: come difendersi

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Al pari di malware, rogue software ed i più classici worm, è raro trovare un solo navigatore del Web che non abbia conoscenza, seppur superficiale, degli adware, recentemente ancora più in ascesa rispetto ai massimi storici (un nuovo adware è creato ogni quattro secondi), e dotati di funzionalità sempre più in grado di attecchire al PC dell’utente medio.

Ne conosciamo già il funzionamento: proporsi come pop-up o pop-under, spesso in finestre o tab separate, recando delle scomode quanto perniciose pubblicità all’utente che dovesse avere la sfortuna di incapparsi in uno di essi. Spesso è possibile individuarli a colpo d’occhio, in quanto vengono proposte offerte allettanti del tutto fake, oppure accompagnandosi a software non originale scompattandosi ed entrando in azione al momento dell’installazione, approfittando dell’ingenuità dell’utente.

Google, da sempre desiderosa di un Web ripulito da adware e simili, soprattutto per la buona riuscita di AdWords, è riuscita parzialmente ad epurare le SERP da simili risultati che possano ricondurre a software malevolo; tuttavia eradicare tale minaccia sembra essere improponibile per via della mole di dati generata dal traffico adware. Spesso, per limitare la loro incursione, si utilizzano software anti-adware sui principali siti di download, che rappresentano un vettore non indifferente per tali minacce.

Gli adware possono inoltre rappresentare degli ottimi toolkit per cyberpirati esperti, che ne sanno sfruttare profondamente le capacità per immettersi nei sistemi di terzi. La già menzionata Google ha inoltre rilevato oltre 5,300,000 di indirizzi IP di utenti comuni colpiti da adware a loro insaputa, oppure che consapevolmente non li stanno contrastando: alcuni di essi provengono addirittura dal cosiddetto “scandalo Superfish”; in cui Lenovo ammise di avere inserito strumenti di tracking su alcuni modelli di notebook, a cui segue Jollywallet, un altro adware che a partire dal 2014 sta causando diverse problematiche agli utenti.

Di norma, le soluzioni più popolari in tali casi sono il classico Malwarebytes Anti-Malware, SpyHunter oppure il classico StopZilla. Ognuno di questi software può procedere automaticamente all’identificazione dell’adware in questione, debellandolo ed accerchiandolo riportando il sistema ad un livello di operatività ottimale: è comunque necessario che tali software siano autoaggiornanti, in modo da permetterci in anticipo di predire la maggior parte delle mosse di alcuni dei più perniciosi nemici del Web.

Roberta Betti

Appassionata da lungo tempo di tecnologia, videogaming e tutto ciò che verte intorno al mondo della cultura e dell'entertainment: scrivere e seguire innovazione e scoperte che vanno di pari passo con l'età dell'informazione rappresentano per me le priorità principali.

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