Google Project Vault, security al massimo con password criptate

Project-Vault

Dopo l’introduzione firmata Google al sistema di autenticazione a due fattori, diventata una protagonista dei nostri account Gmail da qualche anno, Big G sembrerebbe pronta ad introdurre un altro sistema di protezione dei dati e delle credenziali personali, che corrisponde al nome di Project Vault.  Si tratterebbe, nel suo concept originale, di un’apparentemente comune scheda microSD, che all’insaputa dei più integra tuttavia un microchip, un dispositivo NFC ed un random number generator, l’ideale per criptare i dati al massimo livello di sicurezza.

Grazie alla sua compatibilità trasversale con la maggior parte dei sistemi operativi, Vault sarà riconosciuta come una comunissima scheda di storage supplementare senza l’aggiunta di ulteriori driver. I dati all’interno memorizzati saranno messi al sicuro, essendo parte di una sorta di sandbox hardware / software isolata all’interno della scheda, che permetterà alle informazioni di essere custodite nascostamente, ben lungi dalla possibilità di essere attaccate.

Nelle ultime settimane in cui Project Vault va definendosi, Google ha confermato la presenza di ben cinquecento prototipi, Al momento esistono circa 500 prototipi di Project Vault, dotati di una memoria standard di 4 Gigabyte. Il nucleo di ognuno di essi è costituito da un RTOS preinstallato, ovvero un OS eseguito in tempo reale interfacciato con opportuni sistemi crittografici per lo scambio delle informazioni con altri device Vault sicuri.

A questa infrastruttura hardware si aggiunge il paradigma di  Trust Score, un algoritmo supplementare di protezione che totalizzerà obiettivamente la possibilità che il device sia veramente nelle nostre mani, affinché nessun terzo possa intrudere nel nostro sistema e spacciarsi per il proprietario effettivo. Trust Score sarebbe così fondato sui tempi di latenza di risposta tra i cicli browser-idle-app per definire la genuinità dell’applicazione, dando una sorta di “fingerprint” del sistema in uso, che potrà essere riconducibile ad un solo utente.

Google amplia così il suo paradigma di offerta di strumenti online e hardware per la protezione delle identità digitali, il tutto ricorrendo ad un OS eseguito in real-time: a breve potremo assistere la sua implementazione su memorie SD consumer di diverse categorie, per poter così dire di avere ogni dato sotto controllo.

Roberta Betti

Appassionata da lungo tempo di tecnologia, videogaming e tutto ciò che verte intorno al mondo della cultura e dell'entertainment: scrivere e seguire innovazione e scoperte che vanno di pari passo con l'età dell'informazione rappresentano per me le priorità principali.

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