Ottimizzare le SSD : necessario o no?
Tempo fa si diceva che sfruttare troppo la SSD (Solid State Drive) l’avrebbe portata a morte sicura entro i due anni di vita.
Poi tale chiacchericcio è stato smentito con l’arrivo di nuove tecnologie e sistemi operativi capaci di gestire meglio queste fantastiche e velocissime memorie, specificando che le SSD possono rallentare solo dopo un abuso assai più massivo degli anni prima.
Ancor oggi però si specifica spesso quanto bisogna assolutamente ottimizzare le SSD con programmi esterni per fare in modo che siano sempre nelle migliori condizioni possibili.
Ma è ancora veramente necessaria un’operazione del genere? Oppure è diventata inutile?
La risposta è al momento rivolta all’età della SSD e dal sistema operativo installato sul relativo pc.
Queste memorie non sono più prone a problemi come un tempo: possono facilmente sopportare 300 Terabytes di scritture e riscritture senza presentare errori. Solo dopo circa 700 Terabytes i primi errori, corretti poi dal sistema automatico, hanno iniziato a manifestarsi.
Una simile mole di dati è difficile da ottenere in un normalissimo uso casalingo, e si parla in questo esempio delle Samsung 840, nemmeno Pro.
Un osservazione va data al fatto che più le SSD sono piene, più lente cominciano ad essere: questo è più o meno vero se abbiamo una SSD da 128Gb, che è piuttosto piccola, soprattutto se viene usata per il sistema operativo e i programmi combinati.
Ma l’ottimizzazione va fatta?
E’ una funzione presente ormai in parecchi programmi di deframmentazione dischi, come Defraggler che è già un esempio molto famoso.
In realtà se abbiamo Windows 8.1 completamente aggiornato o addirittura Windows 10 l’ottimizzazione è in generale inutile, visto che è lo stesso sistema operativo ad attuarla automaticamente quando non siamo davanti al nostro PC.
E’ di miglior qualità o peggiore?
Al momento non esistono programmi che possano creare un sistema d’ottimizzazione migliore o peggiore di altri, a meno che non guardiamo piccole differenze.
A opinione di molti anche una SSD basata su SATA6 che lavora a 331 Megabyte al secondo è velocissima, e questo è dovuto anche alla gestione intelligente del sistema operativo.
Perciò mantenere l’abitudine di ottimizzare l’SSD del nostro computer con programmi esterni non è necessario, specialmente se abbiamo sistemi aggiornati come Windows 10 che ha i suoi metodi già piuttosto avanzati per farne manutenzione, e in modo anche del tutto automatico.








