Blackberry : the end?

Non sono nemmeno passati cosi’ tanti anni. Fino a qualche tempo fa il blackberry era considerato, almeno nel business, lo smartphone per eccellenza.

Salvo poi cadere in un loop e una crisi di idee e, soprattutto, di strategie,  e verdersi ampiamente sorpassato dai sistemi operativi di Apple e Android e da altri  costruttori, Apple e Samsung in testa.

Quando Barack Obama divenne presidente USA in tasca aveva il proprio Blackberry.

Lo aveva con sè il 4 novembre 2008 (il giorno dell’elezione alla Casa Bianca) salvo poi vederselo requisito dai servizi segreti per motivi di sicurezza.

Sono passati appena 8 anni e allora non c’era capo d’azienda o manager senza il dispositivo principe per leggere e inviare mail in mobilità.

Parlavamo da molti mesi ormai della crisi di Rim (Research in Motion) ma ora è stata annunciata la resa : cessata la produzione di device dedicati alla telefonia che sarà data in subappalto, grazie ad un accordo di joint venture, con gli indonesiani di  PT Tiphone Mobile Indonesia , e il risultato sarà PT BB Merah Putih.

La partnership con la società indonesiana permetterà all’azienda canadese, guidata dall’amministratore delegato John Chen, di concentrarsi sullo sviluppo di software, area in cui la società è ancora particolarmente forte ed economicamente profittevole.

blackberryI conti trimestrali del gruppo della Mora hanno sorpreso in positivo gli investitori con numeri che dimostrano un pareggio, a fronte di previsioni di analisti che prevedevano conti negativi. Il fatturato è calato da 490 a 334 milioni di dollari, in quest’ultimo caso peggio dei 392 milioni previsti.
Il valore “adjusted” atteso per il 2016 sarà compreso tra il pareggio e la perdita.

Ed è già un successo, visto il peso negativo della divisione hardware.

L’amministratore delegato John Chen dichiara : “Le fondamenta finanziarie sono solide e l’orientamento verso il software sta guadagnando slancio. La strategia sta raggiungendo un punto di svolta“.

Tutta colpa dell’iPhone?

Per molti la tesi che Steve Jobs ha cambiato le regole del gioco è un fatto : lo smartphone dev’esser anche bello, deve coprire anche la sfera degli interessi personali di chi lo utilizza, coinvolgere anche le necessità quotidiane della vita, non solo la (seppur importante) produttività lavorativa.

BlackBerry ha molto faticato ad entrare in questo concetto,  e quando è stato assimilato (in realtà solo di recente) è stato troppo tardi.

Il 9 gennaio del 2007 apparvero le immagini del primo iphone, e i difetti abbondavano :  batteria di scarsa durata, poca sicurezza del sistema operativo, tutto touch (per scrivere la mail non praticissimo… ).

L’avvento dell’iphone non preoccupò i vertici canadesi.

E questa sottovalutazione rappresentò l’origine di una serie di imperdonabili errori che portarono al declino inesorabile.

Il 2008 fu l’anno del primo BlackBerry Bold,  costruito con materiali di pregio (pelle, carbonio…) e in quell’anno la Mora aveva ancora in mano il 50% del mercato smartphone negli Stati Uniti ed era entrato nell’immaginario comune come uno status symbol.

Eppure la tecnologia touch , portata avanti ossessivamente da Apple insieme ad una cura imprescindibile del design, ne agevolarono l’ascesa.

Altri errori dovuti principalmente a modelli sbagliati e strategie non azzeccate che tendevano a distinguersi da Apple, fecero il resto : non fece in tempo a concludersi l’anno 2009  che Cupertino si apprestava già a sorpassare Waterloo nei numeri delle vendite.

Altri prodotti non sufficientemente apprezzati dal mercato (dal Torch come primo touch ibrido,  al piccolo tablet “Playbook”, fino allo Z10 con un touch ancora discutibile e il Passport dalla forma quadra originale eppure così incompreso dal mercato) Blackberry si ritrovò il cerino in mano, equivalente a meno del 5% del mercato.

Non ne risollevarono le sorti nemmeno il BB Priv,  lanciato nel 2015 con una tarda apertura al sistema operativo Android.

Un epilogo amaro e previsto da molti gufi, accelerato dalla grave defezione di Whatsapp, che dal 2017 smetterà di sviluppare la sua app per il sistema operativo BB10, e da Facebook che ha privato il BlackBerry della sua app nativa e inferendo così il colpo di grazia.

E questi due ultimi esempi sono proprio il segno che, lavoro o non lavoro, non c’è n’è per nessuno : gli interessi personali hanno prevalso, e la Qwerty (per ora) è costretta a soccombere al touch.

 

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