Tecnologia e ecologia : risorse e opportunità
Il fatto che la tecnologia negli ultimi anni abbia vissuto una crescita esponenziale non è una novità, tanto da essere diventata, mai come in questo secondo decennio duemila, parte integrante del nostro quotidiano e, in taluni casi, addirittura indispensabile.
E non è trascorso molto tempo da quando abbiamo iniziato ad interrogarci sui rapporti tra tecnologia e ecologia, in particolar modo sulla nostra consapevolezza ambientale.
La tecnologia ci ha regalato molti modi per diminuire l’impatto dell’uomo sull’ambiente.
Qualche semplice esempio?
- Nuove tecnologie sul riciclo che permettono il recupero delle materie prime
- Lettori e-book che permettono un notevole risparmio di carta
- Mail certificate che evitano l’invio di posta (e i consumi di carta e di carburanti per il trasporto)
Nonostante gli innumerevoli e indiscutibili vantaggi, purtroppo non si può non citare anche l’altro lato della medaglia delle nuove tecnologie : l’impatto ambientale, che sotto molti aspetti è devastante.
Vietato demonizzare l’avvento di queste spinte innovative, bensì sarebbe opportuno assecondarle e arricchirle di buone pratiche.
Esso infatti sta provocando anche gravi conseguenze :
- consumo spropositato di energia elettrica
- errato smaltimento di macchine e componenti che gettiamo nella spazzatura
Ecco però che la tecnologia potrebbe fare qualcosa di fondamentale in tal senso, anche per la gestione di sé stessa: suscitare e sviluppare in noi una coscienza ambientale.
Far coesistere tecnologia e ecologia è la grande sfida del ventunesimo secolo.
Tutto dipende da noi e dalla nostra sensibilità nell’adoperarla.
Internet gioca un ruolo determinante nel condurre e catalizzare l’informazione verso quella sensibilizzazione che ci deve portare ad una tecnologia cosciente e a impatto zero.
- Ridurre ogni spreco di energia
- Applicare alle nostre abitudini la logica della raccolta differenziata
Questi sono i primi due passi che possiamo e dobbiamo compiere tutti, per impedire conseguenze disastrose e per lasciare in eredità un mondo da vivere, e non solo da abitare.
Iniziamo dal punto 1 : ridurre ogni spreco di energia.
Dovremmo ormai ben conoscere quanto uffici e case in cui lavoriamo e abitiamo siano sedi di spreco energetico a causa di pura e semplice pigrizia mista a negligenza.
I led illuminati dei televisori (quando la spegniamo ma rimane in stand by) dei computer (anche solo la scheda di rete dietro la torretta che si illumina, o il led frontale di stand by) o di altre poco utili opzioni (come l’orologio del forno a microonde).
Per tutte queste opzioni basterebbe utilizzare una presa multipla dotata di interruttore che tolga energia a elettrodomestici vari : oltre ad un risparmio economico significativo permetterebbe un risparmio energetico collettivo molto significativo.
Per non parlare dello spreco di energia nelle aziende : sia nell’ambito degli uffici che di magazzini e capannoni, l’uso poco attento dell’energia è il segno di quanta troppo poca coscienza ecologica sia ancora diffusa nella nostra cultura e nelle abitudini.
Fermiamoci un attimo a riflettere : buona parte delle aziende lavorano mediamente non oltre 10/12 ore.
Le restanti 12/14 ore di inattività in cui le macchine rimangono accese, o in stand by, le luci vengono dimenticate o lasciate volutamente accese.
In tutte queste ore i risparmi notturni , sia economici che energetici, sarebbero consistenti se si facesse maggiore attenzione per evitare gli sprechi.
Quindi :
- semplici accorgimenti atti al risparmio
- abitudini quotidiane atte a ripudiare gli sprechi
Basterebbero questi due elementi a condizionare un miglior uso delle risorse creando evidente beneficio per tutti.
Punto 2 : applicare alle nostre abitudini la cultura del riciclo.
Vi è ancora una mancanza di un elemento fondamentale nelle nostre abitudini quotidiane, che con fatica si sta facendo strada negli ultimi anni : la cultura della differenziazione degli scarti.
Differenziando , ormai è noto a tutti, è possibile riciclare.
In particolare materie come carta e plastica, che vengono abbondantemente utilizzate seppure l’uso delle tecnologia hanno permesso la riduzione della carta e l’uso di materiali alternativi alla plastica.
Facciamo qualche esempio della cosidetta economica circolare.
Fater Spa ha realizzato a Spresiano (TV) il primo impianto in Italia per il riciclo di pannolini , riciclando le meterie usa e getta e dando nuova vita alle materie
Ecopneus ha recuperato circa 250mila tonnellate di pneumatici fuori uso trasformandoli in gomma riciclata da usare per superfici sportive o isolanti acustici.
Ricrea ricicla gli imballaggi di acciaio : barattoli, scatolette, lattine, provenienti dalla raccolta differenziata, passano a nuova vita diventando materiale utile per chiodi, bulloni e anche per parti di treni.
Novamont ha in Mater-Bi il proprio prodotto di punta : si tratta di un’ innovativa bioplastica con cui si realizzano i prodotti biodegradabili e compostabili.
La nota positiva è che in Italia vi sono molte esperienze virtuose a livello locale, grazie a Comuni che hanno fatto del riciclo un elemento distintivo, e anche esempi come quelli citati poco fa, composti da consorzi pubblici e aziende virtuose che rappresentano esperienze di green economy eccezionali.








