Urbi : una sola app per tutti (i car sharing).
In periodo di ‘crisi’, la sharing economy è entrata prepotentemente nelle nostre vite.
In particolare per quanto riguarda gli spostamenti, e quindi i trasporti: chiunque di noi ha utilizzato BlaBlaCar (o quantomeno ne ha sentito parlare), l’app che permette di condividere viaggi in macchina trovando passeggeri per la stessa tratta (parziale o intera) ammortizzando le spese e viaggiando in compagnia.
Il ‘car sharing’ sta sperimentando forme nuove.
Tra queste, c’è sicuramente Urbi, la App nata dall’idea del milanese Emiliano Saurin, coadiuvato da Serena Schmid.
Urbi aggrega tutti i principali sistemi di mobilità urbana e condivisa
Car, bike, scooter sharing, taxi e Uber -, e si pone come obiettivo quello di ‘semplificarvi la vita’, ovvero scegliere il mezzo e più adatto per raggiungere la vostra destinazione in base al tragitto da percorrere. Il tutto gratuitamente.
Urbi sarà capace, in tal modo, di fornirvi costi e soprattutto i tempi di percorrenza, anche in considerazione del traffico sul percorso selezionato.
E non è finita: se per sfortuna siete capitati in un momento dove non sembrano esserci mezzi disponibili, non è detto che vi toccherà aspettare molto, dato che la funzione “radar” permette a Urbi di inviarvi una semplice notifica non appena si libera un veicolo nell’area desiderata.
Urbi è già una partecipata di lastminute.com, che sarà “costretta” ad acquistare la App se la stessa continuerà a crescere.
Come in effetti sta avvenendo: la crescita appare ormai inarrestabile fra i tantissimi download , e la relativa miriade di utenti attivi.
Al fondatore l’idea è venuta testando in prima persona la sharing mobility di Berlino.
Emiliano Saurin pensava “In Italia sarà impossibile replicarla, troppa diffidenza”. Ma perchè non provarci?
Dopo una fase di sperimentazione, la nascita della startup e i primi 50 mila euro di finanziamenti da parte della Comunità Europea.
Il resto è storia di oggi.
“L’idea – ha dichiarato Saurin ai giornalisti del Sole 24 Ore – è quella di dare all’utente la possibilità di muoversi nella città, quindi oltre al car sharing, il bike sharing e lo scooter sharing offriamo servizi come il wi-fi per chi non ha la connessione a internet e altri servizi come myTaxi e Uber”.
Presente in 11 città italiane, tra cui Roma, Milano, Torino e Firenze, e sette tedesche – più Copenhagen, Amsterdam, Stoccolma, Madrid e Vienna – Urbi vuole continuare a crescere.
Proprio a Milano è nato il primo Urban Mobility Point d’Italia, “un unico luogo per registrarsi ai servizi di car sharing, sottoscrivere abbonamenti al bike sharing, scoprire la nuova mobilità cittadina”.








