Games – Deus Ex: Mankind Divided
“Siamo orgogliosi e convinti del gioco fin da ora. Ciò nonostante, giocando il titolo nella sua interezza, ci siamo accorti di aver bisogno di più tempo per apportare perfezionamenti in fase di post-produzione, agendo su alcuni dettagli per soddisfare i nostri elevati standard. Per far sì che questo accada, dobbiamo rinviare l’uscita del gioco al 23 agosto 2016”.
Con queste poche righe, lo scorso Novembre, la software house Eidos e il publisher Square Enix annunciavano un ritardo per l’uscita di Deus Ex: Mankind Divided: previsto per febbraio 2016, il ‘coming out’ del videogame slittava così di circa 6 mesi.
Ora però manca davvero poco al 23 agosto – data definitiva – e il gioco è stato infatti presentato (a porte chiuse) nel corso dell’ultima giornata di E3 (la fiera dei videogames che si svolge ogni anno a Los Angeles, ndr).
Mankind Divided, che arriva due anni dopo il capitolo precedente di “Deus Ex”.
Cede ancora come protagonista Adam Jensen, sempre nel ruolo di agente antiterrorismo.
Il tema di fondo del gioco è la sempre crescente diffidenza nelle persone con ‘augmentation’ da parte delle persone normali: gli individui dotati di ‘augmentation’ sono superiori in ogni campo, e le persone normali soffrono nel sentirsi inferiori, una condizione che non accettano.
Tanto che le persone superdotate finiscono in veri e propri ghetti.
Adam Jensen si pone esattamente a metà, dato che non può vivere con i ‘normali’ ma nemmeno con i dotati di ‘augmentin’: la loro povertà non si confà con i suoi ultrapotenziamenti tecnologici.
Tuttavia, all’inizio per lui sarà dura, nonostante le sue abilità siano molto aumentate rispetto al passato: avviene subito un attacco terroristico che devasta la linea ferroviaria.
Per Jensen è già tempo di agire: la fluidità narrativa del gioco è pertanto ottima, ed è chiaramente un pilastro su cui si basa il nuovo capitolo di “Deus Ex”.
Grazie alle aumentate potenzialità dell’agente, anche il gioco gode di migliorie notevoli, in particolare sul piano degli ambienti, molto più profondi.
Jensen dovrà comunque sudarsi ogni movimento, ma di certo la sua predominanza rispetto al passato è piuttosto palese.
Basti pensare alle armi in suo possesso: la Tesla Gun Arm, che fa fuori 4 nemici ‘in a row’, o la nanoblade, utilizzabile sia con il nemico nei pressi (che viene così trucidato) sia se si trova in lontananza (lanciando lame, addirittura facendole esplodere).
Ad esempio, Jensen può usufruire del biorespiratore innestato, che gli permette di superare la nube tossica – derivata dalle sue granate esplosive contro i nemici – senza problemi.
Oppure, grazie al “sound soppressor”, può lanciarsi in un grande salto servendosi delle sue gambe meccaniche, salvo poi atterrare silenziosamente.
Insomma, dei potenziamenti significativi, che rendono gli scontri più vivaci e meno noiosi.
Infine, merita menzione il remote hacking, ovvero la possibilità di penetrare in un sistema di sicurezza e violarlo, così da sbloccare zone che prima sarebbero state inaccessibili.
Insomma, Mankind Divided aveva l’ambizione di migliorare molti aspetti del capitolo precedente di “Deus Ex”, che pure era stato pienamente promosso.
Ci riesce in pieno, grazie alle nuove abilità del protagonista e alla capacità degli sviluppatori di realizzare nuove scelte nel ‘design’ del gioco, tutte vincenti.








