Mortal Kombat X – Recensione Playstation 4
Dopo una moltitudine di diverse incarnazioni su più console, Mortal Kombat 4 torna ad una piattaforma di gioco principe della next gen, ovvero Playstation 4: il tutto con il consueto gran stile, accompagnato da un gameplay che non farà rimpiangere i titoli old school della serie di picchiaduro ad incontri tra le più apprezzate.
Ricorderemo, da fan della serie di Mortal Kombat, come la medesima sia stata affidata a NetherRealm Studios per un reboot sostanziale del concept alla base del picchiaduro che assieme a Street Fighter e Tekken ha popolato sin da principio console e coin-op di ogni specie. Tutto ciò ha permesso al titolo di raggiungere gradualmente livelli di profondità (in termini di trama e di estensione del gameplay nella terza dimensione) e di fan-service notevole ma non disprezzato dalla critica, aggiungendo inoltre giocabilità al giusto livello tecnico.
Mortal Kombat X è l’indiretto risultato di questa serie di manipolazioni creative della serie, portandola alla meritata gloria. Proponendo ventiquattro combattenti, più il conosciutissimo Goro per i giocatori che già avevano effettuato il preorder, la nuova iterazione del picchiaduro ci permette di ancorarci ancora al passato grazie alla presenza dei “veterani” Johnny Cage e Sub-Zero, assieme alle new entry Torr, D’Vorah, Ferra, Erron Black.
In linea con la maggioranza degli standard dei picchiaduro next gen, in Mortal Kombat X sarà possibile personalizzare il proprio stile di gioco adattandolo ai match che si susseguiranno, dando segno di vita ad un’intelligenza artificiale che finalmente si occupa di permetterci la scelta tra 3 differenti stili, con combo e special variabili e non più ancorate ad un solo modello, fatto che in passato impediva la libera espressione del guerriero.
Mostrando 60 FPS ed una grafica sicuramente volta ad enfatizzare ogni singolo dettaglio “gore”, come tradizione vuole, il nuovo MK è inoltre interessante nella serie di scelte effettuate dai designer nel renderlo sempre meno propenso ad incentivare il cosiddetto counterpicking, ovvero la scelta di personaggi e situazioni di gioco più vantaggiose fin da principio, con l’evidente obiettivo di bypassare una lotta più sentita.
Con dinamiche del tutto potenziate, grafiche oltre i livelli prestabiliti dai render preliminari del gioco ed attacchi attivabili a sorpresa nelle cupissime location che faranno da sfondo ai nostri assalti, Mortal Kombat X risolleva in grande stile le sorti di una saga sempre appetibile, che tuttavia nel tempo aveva disperso parte del suo mordente, lasciandosi superare da altre alternative next gen.







