Resident Evil Revelations 2 – Recensione
In arrivo il secondo episodio di Resident Evil Revelations 2: partendo da dilemmi filosofici particolarmente in linea con i trascorsi della precedente puntata, in cui Barry, inquieto per le sorti di Moira, si trovava alla ricerca di uno scampolo di verità. Risposte e colpi di scena non tardano ad arrivare per chi si stia domandando cosa stia succedendo effettivamente sull’isola, e quale sia l’identità del carceriere di Claire e della partner: scopriamo che ci attende nel secondo episodio della rinnovata saga.
Una storia che continua ad oscillare su due archi temporali completamente differenti, che contempla nonostante questo ambientazioni molto familiari è la premessa di Resident Evil Revelations 2, che, come ogni buon titolo di questa saga pluriennale in bilico tra cupezza e horror, propone assieme a miriadi di altri colpi di scena e cliffhanger. In particolare, una consistente prima parte dell’episodio vedrà Claire e Moira nei meandri del penitenziario, decise più che mai a scoprire l’identità della loro carceriera, che a quanto pare sembra essere nei dintorni. Non mancheranno incontri fugaci e rapidi con i sopravvissuti di Terra Save, con la dovuta circospezione, fatto che introduce a livello di gameplay nuove dinamiche, tra cui quella del reperimento di materiali per la costruzione di mezzi d’emergenza mentre si è circondati da un background ed un sonoro molto familiare, di certo in raccordo con i precedenti episodi della serie.
Il nuovo Resident Evil prevede, proseguendo nel titolo, una seconda tranche narrativa in cui si riprendono le storie vissute da Barry e Natalia, ancora impegolati nel seguire le tracce di Moira e Claire, incontrando tra l’altro nemici geneticamente modificati che potranno essere contrastati con successo solamente da Natalia. Il tutto è coronato da boss fight di livello piuttosto ostico, da affrontare certamente utilizzando i punti abilità precedentemente acquisiti, per migliorare il nostro range di capacità potenziandone il livello ed aggiungendo dei perks fondamentali, tra cui supporto di pronto soccorso in caso di ferite da parte di avversari o l’inserimento di azioni tattiche diversive in lotta.
Per quanto riguarda il comparto grafico, si avverte generalmente una discreta piattezza a livello texture, fatto che rende la godibilità del titolo inferiore rispetto alle premesse di giocabilità, ma che comunque non disdegna il crearsi di un’atmosfera tipica di Silent Hill, per citare un altro masterpiece di genere. Ci auguriamo che alcuni di questi difetti possano essere ripresi ed editati nel prossimo episodio di questo spin-off, che creativamente dovrà di certo continuare a rendere giustizia al videogioco principale da cui è stato tratto.








