Ricerche scientifiche pubblicate on line? L’esempio di Shi-Hub

La pubblicazione scientifica è una truffa. Così esordisce George Monbiot del The Guardian nel suo articolo Scientific publishing is a rip-off, critica al mondo delle pubblicazioni scientifiche dietro paywall che ha riscosso notevole successo in tutta la comunità scientifica.

La critica parte ponendo sotto i riflettori Sci-Hub.

Si tratta di un sito “pirata” dove trovare moltissimi paper scientifici senza dover pagare nessun tipo di abbonamento o accesso one time. Niente paywall, pura e libera informazione scientifica a prescindere dal campo di interesse.

Sci-Hub nasce grazie alla giovane scienziata kazakistana Alexandra Elbakyan la cui idea è che la conoscenza, specialmente quella scientifica, deve essere accessibile gratuitamente per chi vuole imparare e deve essere disseminata il più possibile.

Al contrario di come agiscono governi ed università, che rendono accessibili i paper soltanto previo pagamento (che spesso arriva anche a 50$ per un unico articolo), il sito di Elbakyan rende il tutto gratuito.  Utilizzando le sue tecniche di informatica esperta nel realizzare un web scraper che navigando nel web trova ed archivia tutti gli articoli scientifici, al momento oltre 70 milioni di articoli.

Per i meno esperti : il web scraper è un software automatico.

Partendo da alcuni URL web , continua seguendo gli URL contenuti in esso, in questo caso cercando keywords specifiche attinenti alla ricerca scientifica.

Archiviando il tutto in una grande database accessibile da Sci Hub.

L’argomento riporta alla memoria anche il caso dell’americano Aaron Swartz.

Suicidatosi nel 2013 dopo un’indagine federale che lo accusava di aver scaricato diversi milioni di articoli accademici da un server dell’MIT di Boston, Swartz fu condannato ad un lungo periodo di carcere e al pagamento di ingenti somme. [fonte NYTimes]

Gli argomenti a sostegno della condivisione degli articoli dietro paywall sono diversi.

Ciò su cui tutti concordano è che generalmente i fondi statali non riescono a coprire le varie spese e servono ulteriori entrate per sostenere i diversi journal scientifici. Senza considerare le commissioni di esperti che si occupano di rivedere ed approvare i papers sottomessi ad essi per il giudizio.

Insomma : per tenere in piedi tutta l’infrastruttura.

Fortunatamente la comunità scientifica mondiale è sempre più lanciata verso la condivisione delle informazioni e delle ricerche. Ecco quindi un pro tip per chi per passione o per necessità vuole accedere ad articoli scientifici senza pagare le somme richieste dai maggiori journal.

Generalmente, ma è quasi sempre così, basta mandare una mail agli autori del paper e chiedere se possono inviarvi una copia digitale per email.