State of Decay Year One Survival Edition – Recensione

state of decay

In arrivo su PC e console next gen Xbox One, State of Decay è uno dei tipici titoli dietro ai quali si ritrova una forte vocazione alla ricerca di action-adventure modulati sull’ormai celebre The Walking Dead, tuttavia differenziandosi dalla maggior parte delle proposte videoludiche relative a questo genere, essendo memore dell’esperienza pregressa su PC e Xbox 360.

Gli elementi coinvolti da State Of Decay sono infatti stati fin dall’inizio componenti RPG e una struttura sandbox di certo innovativa per un titolo basato su invasioni zombiesche, ponendo al centro del gioco la ricerca d’identità del giocatore, alla ricerca di altri sopravvissuti grazie ai quali far proliferare la nostra “casa base”, oppure di nuovi alimenti o armi. La Year-One Survival Edition non si limita, comunque, a riproporre l’edizione originale del titolo, bensì migliorandola con l’aggiunta di due DLC, Breakdown e Lifeline, con diversi task di sopravvivenza disponibili, permettendo allo stesso tempo di proseguire l’avventura già iniziata su Xbox 360 anche su One, grazie alla funzione import dei salvataggi.

Vengono inoltre aggiunti ben 30 minuti di soundtrack inedita, in grado di modificare inconsapevolmente, in alcuni punti, le atmosfere del gioco, rendendolo sospeso in un limbo che pare ricordare l’ottimo The Last Of Us. Il tutto, però, non risulta equilibrato da un’altrettanto sviluppato comparto grafico, al di sotto delle vere capacità di Xbox One, a causa di un frame rate pesantemente rallentato da movimenti a bordo dei veicoli rappresentati nel gioco e da un bad clipping piuttosto evidente in alcune texture.

Nonostante questi difetti esecutivi, State Of Decay si conferma come uno dei remake più appetibili che la recente storia dei survival ricordi: numerosi contenuti, colonne sonore coinvolgenti e tre aspetti di gioco (horror + RPG + sandbox) perfettamente bilanciati, caratterizzati inoltre da un’ottima controparte di NPC (non playable characters), che si dimostreranno vivi più che mai, vista la loro decadenza biologica nel tempo, fino a rendere questo titolo una simulazione alquanto realistica per essere un titolo basato sul gore e sul sensazionalismo splatter.

Roberta Betti

Appassionata da lungo tempo di tecnologia, videogaming e tutto ciò che verte intorno al mondo della cultura e dell'entertainment: scrivere e seguire innovazione e scoperte che vanno di pari passo con l'età dell'informazione rappresentano per me le priorità principali.

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