Google sviluppa un programma per leggere codice captcha come un umano

Google sviluppa un programma per leggere captcha come un umanoGoogle sviluppa un algoritmo in grado di pensare in modo simile a quello umano e prevedere le deformazioni delle lettere, riuscendo così a leggere chaptcha.

Un algoritmo Google in grado di spacciarsi per umano

Tanti navigatori del Web, per non dire la totalità, hanno esperienza dei fastidiosi Captcha, ovvero i sistemi di controllo adottati da alcune board o siti di hosting, per evitare lo spamming automatizzato, che potrebbe risultare in un sovraccarico del server ricevente.

Questo sistema si è ritenuto per lungo tempo quasi inviolabile da software in grado di riconoscere i tratti e simboli alfabetici contenuti all’interno dell’immagine mostrata all’occasione; tuttavia un recente studio mette a nudo le vulnerabilità di tale sistema, mostrando i primi algoritmi in grado di oltrepassare con agevolezza tale controllo, emulando quindi parzialmente il comportamento umano.

Lo studio proviene dall’onnipresente Google, e decifra con agevolezza qualsiasi combinazione alfanumerica proposta dal sistema. I miglioramenti apportati all’algoritmo provengono da alcune ricerche effettuate sui dati del progetto Google Street View, dedicato alla mappatura di intere strade e luoghi geografici in tutto il mondo.

Il concetto alla base del Captcha è fondato sul Turing Test, ovvero poter distinguere la presenza di un PC o di un umano alla tastiera, grazie a sequenze deformi di numeri e lettere. L’utilità della deformazione indotta dal sistema, comunque, sta visibilmente calando a favore di algoritmi che riescono a prevedere eccellentemente forma e composizione alfabetica del Captcha.

Il sistema utilizzato da Google è sintetizzabile in “DistBelief”, che a sua volta si basa su un concetto scientifico testato ed sulle rappresentazioni virtuali delle “convolutional neural networks“, portando i sistemi biologici e cerebrali di riconoscimento delle immagini a favore di algoritmi e robot.

In questa maniera, il gap tra umano e umanoide si assottiglia sempre più, a favore di una maggiore integrazione funzionale dei nostri tratti tipici nel mondo del virtuale, fino all’inevitabile unione tra i due mondi.

Roberta Betti

Appassionata da lungo tempo di tecnologia, videogaming e tutto ciò che verte intorno al mondo della cultura e dell'entertainment: scrivere e seguire innovazione e scoperte che vanno di pari passo con l'età dell'informazione rappresentano per me le priorità principali.

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