Lo stanene sarà il “materiale magico” che sostituirà il rame nei chip?
Lo stanene sembra essere un materiale adeguato a sostituire il classico rame collocato all’interno dei chip. Ed ereditare tutte le sue funzioni nel mondo dell’elettronica.
Lo statene e il futuro del rame nei chip
Tale nuovo “wonder-material” prende il nome di stanene, e da tempo è stato considerato in linea teorica un portatore di superconduttività costituito dai single layer tipici della disposizione del grafene.
La sua pratica utilità lo renderebbe dunque uno dei materiali d’elezione per il design dei circuiti integrati, offrendo loro una capacità di gestire efficienza ed energia quasi sconosciuta prima d’ora.
Dal momento che i processori moderni, specialmente quelli dedicati all’ambito della portabilità, devono assolvere necessariamente a caratteristiche di compattezza e adeguatezza alle applicazioni più dispendiose in termini di cicli ed energia, miliardi di transistor ed oltre vanno necessariamente posizionati in spazi di pochi cm quadrati, continuando a fungere da “interruttori” per l’esecuzione delle operazioni logiche ed aritmetiche, in connessione inestricabile tra loro.
Essendo il rame materiale d’elezione, fino ad ora, per la costituzione di tali interfacce, la plurichilometrica lunghezza dei cavi (fino a 100) e la fragilità di questo supporto hanno incentivato le menti dei fisici a ricercare nuove soluzioni : a differenza dei parenti predecessori tuttoggi in uso, compreso il più noto grafene, dovrebbe permettere il trasporto di corrente elettrica senza dispersioni di energia sotto forma di calore.
Lo stanene, essendo un isolante topologico in grado di mantenere alcuni stati conduttivi, in apparente paradosso, sulla propria superficie, mantiene l’efficienza più elevata immaginabile nella trasmissione dei segnali, fino ai 100 gradi centigradi.
I benefici in termini autonomistici e di praticità e rapidità d’uso sono ancora allo studio in linea teoretica:nella realtà infatti, le proprietà dello stanene non sono ancora state dimostrate sperimentalmente: non si sono ottenuti, almeno finora, i risultati attesi forse a causa del processo utilizzato per la sua realizzazione, che potrebbe aver compromesso le sue proprietà di isolante topologico.
Non è del tutto sicuro che i ricercatori dellaPurdue University di West Lafayette (Indiana, Usa) siano davvero riusciti sintetizzare lo stanene.
Non ci rimane che attendere il passaggio obbligato del metodo scientifico che confermi l’esistenza dello stanene e delle sue proprietà.









