Crisi dei chip e ripercussioni sulle disponibilità di vendita

Le varie crisi globali stanno influendo in maniera importante sulla produzione di questi componenti elettronici utilizzati in molteplici settori. 

La pandemia di Covid-19 si è manifestatasi in tutta la sua drammaticità tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020. Inutuile ricordare quanto abbia profondamente modificato gli scenari industriali in tutto il pianeta.

Chip ed emergenza Covid 19

I chip sono una componente vitale in tutti gli apparati elettronici.

Sono componenti divenuti indispensabili e i mercati di maggior utilizzo sono quello automobilistico, delle telefonia e delle apparecchiature informatiche ed elettroniche.

La pandemia è coincisa con un aumento globale della domanda di chip, sopratutto da parte dei merca. Una crescita che ha imposto la chiusura forzata della quasi totalità degli impianti produttivi, situati per lo più tra la Cina ed il Sud-est asiatico, a causa dei lockdown ordinati dai rispettivi governi.

La conseguenza è stata che la produzione dei microchip è drasticamente calata.

Microchip e la crisi Ucraina

Se la pandemia sta destabilizzando le catene produttive globali, alterando quindi tutti gli equilibri economici in gioco, con l’avvento dell’invasione Russa dell’Ucraina sono ulteriormente aumentate le difficoltà legate al reperimento delle materie prime.

Le materie prime rare con cui sono realizzati, fra cui troviamo il palladio ed il neon , spesso sono estratte in territori problematici.

L’Ucraina è uno dei più importanti estrattori di neon, contribuendo al soddisfacimento di ben il 60% della produzione mondiale.

Tale risorsa è concentrata per il 90% nella regione del Donbass, la più contesa da Ucraina e Russia, oggi profondamente coinvolta in scenari di guerra.

Di contro la Russia è un importante produttrice di palladio. A causa delle limitazioni originate dalle sanzioni internazionali, ha enormi difficoltà ad esportarlo, al fine di rivenderlo ai vari produttori.

Ulteriori scenari

In questi ultimi mesi, in Cina sono ripresi i lockdown causati da una recrudescenza del Covid19 e questo ha causato una nuova chiusura di tanti stabilimenti di produzione dei chip.

Inoltre, a tutto questo, va anche aggiunta la costante rivalità geopolitica tra Stati Uniti e Cina. Quest’ultima è accusata dagli Stati Uniti di aumentare le scorte interne senza approvvigionare i mercati occidentali.

Impatto sulle economie locali.

Pandemia, guerra in Ucraina, tensioni tra stati…  Tre elementi coincidenti che stanno causando forti problemi a tutte le economie locali.

Di fatto il difficoltoso reperimento delle materie prime e la relativa mancata produzione di chip, stanno costringendo i vari Stati a trovare strategie alternative.

Ulteriore difficoltà è determinata dall’impossibilità di spostare (per lo meno non in tempi brevi) la produzione di chip in altre sedi, vista l’alta specializzazione raggiunta da tutti i produttori del far east. Ai quali l’Occidente ha delegato la produzione, legandosi mani e piedi.

Gli scenari non sembrano portare a soluzioni a breve. Molti produttori sono costretti a ritardare le consegne dei prodotti finiti, con ripercussioni  negative su tutte le economie locali.

In soldoni : se viene ritardata la consegna del vostro nuovo smartphone, o del PC, o anche solo della lavatrice, ora avete coscienza del perchè accade.

Uno scenario globale che, inevitabilmente, ci coinvolge fortemente su scala locale.


Di cosa sono fatti i microchip? Un video ce lo illustra.