Fatturazione elettronica: facciamo il punto

A dieci mesi dall’entrata in vigore dell’obbligo della fatturazione elettronica cerchiamo di capire come sta andando e come hanno reagito le diverse parti in gioco.

Secondo un’analisi condotta dagli analisti della School of Management del Politecnico di Milano pare cha la nuova gestione dei documenti fiscali stia funzionando abbastanza bene.  Il dato dice anche tra gennaio e giugno 2019 sono state prodotte più di 850 milioni di fatture elettroniche.

Il numero dovrebbe crescere fino a toccare i 2 miliardi entro fine anno.

Volendo essere più precisi tale numero si può dividere in questo modo:

  • 1 miliardo di fatture elettroniche B2B
  • 880 milioni di fatture elettroniche B2C
  • 30 milioni di fatture elettroniche verso la PA

Inutile dirlo, delle criticità sono comunque emerse.

Lo stesso studio del Politecnico ha rilevato più che altro problemi pratici. Ad esempio il numero limitato di campi da riempire, cosa che non soddisfa le esigenze informative delle singole aziende. Inoltre nelle fatture elettroniche non possono essere inseriti caratteri speciali. E’ stato anche riscontrato un disallineamento tra quelle fatture ricevute dal Sistema di Interscambio e quelle presenti sull’area dedicata del sito dell’Agenzia delle Entrate.

Non mancano nemmeno critiche nei confronti del formato XmlPA.

Quest’ultimo possiede un limite dimensionale pari a 5 Mb, decisamente pochi per tutte quelle aziende che devono allegare pesanti documenti alle fatture.

Le problematiche allungano i tempi dei pagamenti.

C’è da dire che situazioni come quelle citate appesantiscono il processo di pagamento, offrendo quindi un sostanziale ostacolo alle aziende che in questo modo non sfruttano nel migliore dei modi i vantaggi offerti dal digitale.

Tuttavia bisogna anche aggiungere che la fatturazione elettronica ha indubbiamente contribuito a fornire alcuni vantaggi.

Possiamo parlare dei miglioramenti nel processo di ricezione, fino alla velocizzazione della registrazione dei documenti. Inoltre vengono snellite tutte quelle necessarie procedure di verifica.

Visto dal lato dell’agenzia delle Entrate : successo o no?

Sicuramente il nuovo sistema telematico di fatturazione ha portato qualche grattacapo a seguito di adattamento e organizzazione per le aziende. A maggior ragione per i piccoli professionisti che si sono visti costretti a misurarsi con la tecnologia pur non essendone tutti avvezzi.

Se nel primo anno di rodaggio, il 2019, le partire iva soggette all’obbligo di fatturazione elettronica erano solo quelle fatturanti al di sopra dei 65 mila euro, quindi escludendo i cosiddetti regimi forfettari, dal 2020 si introduce l’obbligo anche per lo scaglione fra i 30mila e i 65mila euro di fatturato annuale.

Il nuovo assetto continuerà a prevedere l’esenzione per le micro imprese che fatturano meno di 30 mila euro all’anno.

A parte questi dettagli per l’amministrazione Fiscale è stato una transizione forse un po’ travagliata ma certamente positiva. Le Imposte indirette ammontano, nel periodo gennaio-agosto 2019, a 135.697 milioni di Euro.

Hanno registrato, insomma, un incremento positivo pari a 1.892 milioni di Euro, +2,3% sul 2018.

Da più parti si decanta vittoria su una progessiva emersione di fatturato in nero, che il nuovo regime tende a mettere in luce.  Insomma: note positive dal fronte.

 

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