Moda sul web : il business on line
Gli italiani acquistano sempre più i capi d’abbigliamento on line, e principalmente da smartphone.
Ad affermarlo era un’indagine, condotta già a metà 2016, dalla Doxa unitamente al Politecnico di Milano.
La ricerca – commissionata da Google – individua come milioni di italiani oggi vedano influenzate le loro scelte di acquisto proprio dal web.
A prescindere se poi l’acquisto vero e proprio, e di conseguenza il pagamento, avvenga in un negozio fisico o direttamente on line.
Gli smartphone stanno effettivamente rivoluzionando l’approccio all’acquisto.
Basta una ricerca su Google, uno sguardo veloce all’oggetto che ci interessa per avere tutte le info di cui abbiamo bisogno, come ad esempio il design, la grandezza, il prezzo e la marca.
La semplicità di acquisto resa ancora più appetibile grazie alle possibilità di reso senza troppi problemi, hanno fatto il resto. Vita facile, acquisti facili. Il motto sembrerebbe un po’ questo.
Quindi il digitale grande alleato della moda ?
Qual’è il tipo di rivoluzione digitale in corso ? I consumatori hanno modificato i loro modi di “scegliere e acquistare”, ecco perchè è opportuno trovare nuovi canali di comunicazione, che siano nativi digitali.
E infatti, uno degli strumenti interattivi più utilizzati dagli utenti per consultare e scegliere è YouTube, che raggiunge in Italia 21,5 milioni di utenti.
Attraverso di esso, ognuno di noi può guardare video ‘tutorial’ , oppure le riprese di una sfilata che diano l’idea di essere ‘dentro’ i prodotti commercializzati creando l’empatia con l’acquirente.
Nella ricerca stessa è emerso piuttosto chiaramente come il sistema produttivo italiano riesca a trovare i suoi maggiori punti di forza proprio nell’alleanza con il digitale.
Ci riferiamo in particolare a :
- qualità del prodotto
- riconoscibilità globale
- elevata capacità di personalizzazione.
Un brand si distingue dagli altri non solo attraverso la sua storia, ma anche nella capacità di raccontarla, nei valori e nell’immagine che trasmette.
La storia (quasi) tutta italiana di Ynap , fusione fra Yoox e Net a porter.
Ed è proprio in questa sfera che si configura la storia imprenditoriale di Yoox, nata dal talento imprenditoriale di Federico Marchetti, e uno fra i pochi veri “unicorni” di grande successo della net economy italiana.
La propria affermazione vive di un ecosistema moda che in Italia attinge in modo naturale prodotti e lifestyle.
Yoox Net-A-Porter Group , molti preferiscono la forma abbreviata YNAP , è attiva nellle vendite on line di beni di moda e lusso, ed è il risultato di una fusione dell’ottobre 2015. In seguito alla fusione tra YOOX GROUP (la creatura di Marchetti) e THE NET-A-PORTER GROUP, società francese fino ad allora concorrente nello stesso ambito.
Un curriculum esemplare : nato a Ravenna, nell’energica romagna, studiato in Bocconi, fonte di molti talenti del panorama italiano, specializzato negli USA, terra di pionieri e start up.
Come ricorda anche Riccardo Luna in questo suo articolo, Federico Marchetti ce l’ha fatta anche perchè vi è stato qualcuno che ha creduto in lui a scatola chiusa. A partire dal capital venture di Elserino Piol, che ha finanziato per primo l’idea. A lui si sono poi aggiunti nel tempo parecchi fondi di venture capital.
Oggi le attività di Ynap sono veicolate principalmente da tre negozi online:
- yoox.com, nato nel 2000, assortimento di capi di moda e articoli di arte e design
- thecorner.com, nato nel 2008 , è una boutique online di lusso
- shoescribe.com, nato nel 2012, è dedicato alle calzature femminili.
Questa storia ha visto la sua ennesima svolta a gennaio 2018 quando la “Compagnie financière Richemont”, colosso svizzero del lusso, già socio dal 2015, ha acquisito il 100% delle azioni ordinarie Yoox Net-A-Porter Group.
Milioni di azioni pagate 2,69 miliardi di euro, portando così la valorizzazione della società quotata a Piazza Affari a 5,3 miliardi di euro.
A noi romantici sarebbe piaciuto un lieto fine all’italiana, ma nel mondo globalizzato, come mostra anche la vicenda della cessione dei treni di Italo agli americani, pare sempre più difficile.








