Razzismo e omofobia: il brutto che gira in rete

L’odio non ha confini e non conosce frontiere. Siti, forum, blog e social network sono diventati i nuovi focolai del razzismo . La discriminazione ha contaminato il web, l’omofobia si diffonde anche online.

La quarta edizione della mappa dell’intolleranza realizzata dall’ Osservatorio italiano sui diritti VOX ha evidenziato il preoccupante aumento dei fenomeni discriminatori nei confronti di mussulmani, ebrei e migranti.

Il cyber razzismo si diffonde online.

La pubblicazione di contenuti offensivi sui social, nei blog, nelle chat e su YouTube, abbondano.

Esistono dei forum tematici a sfondo razziale che reclutano adebpti, promuovono l’identità nazionale e soprattutto incitano all’odio attraverso la propaganda.

Mira, oggi come ieri, a individui non allineati e gruppi etnici.

Le caratteristiche somatiche o culturali sono gli obiettivi della discriminazione che ha spinto il governo italiano ad approvare. il 30 ottobre 2019, una mozione per costituire una commissione contro la xenofobia.

L’hate speech segue precise strategie comunicative.

  • l’invenzione o l’esasperazione di presunti privilegi esclusivi a scapito del proprio gruppo di appartenenza
  • la banalizzazione e la negazione di episodi di omofobia
  • la denigrazione col ricorso ai stereotipi
  • la normalizzazione dell’odio con battute a sfondo razziale
  • la creazione del panico sociale dovuto all’erosione dell’ordine morale esistente.

L’esposizione online di questi contenuti discriminatori  può causare una desensibilizzazione emotiva che  legittima la xenofobia. L’assenza di reazioni negative può indurre le persone a prendere per vero il materiale propagandistico, trascurando gli effetti dell’omofobia.

Il cyber razzismo genera gli stessi effetti della discriminazione offline.

Le vittime si sentono indifese e perdono fiducia nello stato che non riesce a proteggerle.

Si generano :

  • ansia
  • stress
  • depressione

Pesanti le ricadute sulla vita quotidiana degli individui.

Sottovalutare quello che accade su internet è un rischio da non sottovalutare.

L’attività anonima online incita gli atteggiamenti discriminatori. Promuove comportamenti che dal vivo molti non compierebbero. E’ così che si allarga la fascia degli haters.

E’ necessario delineare degli interventi di prevenzione basati su un uso più consapevole del web. Bisogna educare gli utenti rendendoli più coscienti degli effetti reali della attività online.

È necessaria una maggiore consapevolezza e una migliore capacità di giudizio dei contenuti pubblicati quotidianamente.

Isolare questi fenomeni è una strategia efficace per contrastare la diffusione del razzismo. La sensibilizzazione non è sufficiente senza la volontà dei social network di eliminare i post che veicolano messaggi d’odio.

Fondamentale proporre uno sforzo generale.

Per promuovere una differente visione della diversità, dell’uguaglianza.

D’altronde una civiltà è frutto delle combinazioni genetiche e culturali che si sono sovrapposte nel corso nei secoli.

Per arginare il cyber razzismo è doveroso uno sforzo collettivo che coinvolga istituzioni e società civile. Bisogna estirpare alla radice gli atteggiamenti e i pregiudizi. Partendo dalla sensibilizzazione dei più giovani su questi temi.

Veicolare il rispetto per le diversità, evitare la proliferazione di fenomeni xenofobi e promuovere l’immagine di una società migliore.


 

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