Sesso sul web : le infinite vie della Rete

La comunicazione digitale è divenuta parte delle nostre vite. Certamente rappresenta una buona parte delle nostre attività quotidiane.

Secondo una ricerca Digital 2019  la media trascorre 6 ore e 42 minuti ogni giorno connesso alla rete. Di queste, 2 ore e 15 minuti la fruizione avviene da dispositivi mobili.

La ricerca riportata da La Stampa afferma che in un anno:

  • 100 giorni siamo attaccati al computer o allo smartphone
  • questi equivalgono al 27% del tempo che abbiamo a disposizione.

Che questo sia un bene o un male è ancora da verificare. Partendo dagli effetti che questa “smaterializzazione” delle relazioni sociali comporterà con il tempo.

Un fatto è rappresentato dalla ricerca della dolce metà, che per buona parte dei casi avviene on line.

I social vengono utilizzati anche per cercare sesso,  o prodotti (video, sex toys, ecc) legato ad esso.

Le app, i social, il sesso.

Molti sono solamente delle finestrelle da clickbait, ma esistono anche veri e propri social dedicati esclusivamente alla ricerca di un partner sessuale.

Questo è il caso ad esempio di Bang With Friends, una piattaforma in cui è possibile trovare utenti che hanno le stesse intenzioni. Ma che è super (mal) criticata dagli utenti, che la trovano inutilizzabile.

Certamente ad oggi la parte del leone la fanno Tinder  e Meetic.

L’approccio più “soft” e meno esplicito.

Tinder e Meetic dimostrano come le vie del web per l’amore o, più esplicitamente, per il sesso, siano infinite.

È inoltre evidente (considerando i numeri) che gli utenti siano perlopiù soddisfatti di tali app, prova ne è il loro successo.

Anche se potrebbero essere continuamente soggette a critiche e moralismi, le app dedicate al sesso (così come i siti web) sono una realtà della Rete. Allo stesso modo con cui esistono, nella vita reale, i “luoghi” dedicati al sesso, essi sono stati trasposti in ambito digitale.

Si può prendere come ulteriore esempio anche The Erotic Review, una sorta di TripAdvisor del sesso. Su di esso sia uomini che donne ricevono feedback dagli utenti sulle tipologie di incontri, sulle prestazioni sessuali e persino sul prezzo. Come è ovvio in questo caso il campo è occupato da escort di ogni sorta.

L’uso degli adolescenti induce a riflettere.

Non molti anni fa infatti alcune ricerche evidenziarono come il 74% degli adolescenti maschi, contro il 37% delle adolescenti femmine, ricorre al web per il sesso.

Per farlo, vederlo, o informarsi sull’argomento.

E’ un dato che ancor oggi molti genitori non pesano a sufficienza. Genitori che spesso non sanno che in Italia esiste una figura pediatrica dedicata e messa a disposizione dal servizio sanitario.

Il recente fenomeno denominato “sexting”.

Si tratta di un neologismo che deriva da 2 parole inglesi : sex (sesso) e texting (pubblicare testo).

Sta a indicare l’invio di immagini personali, così come testi, sessualmente espliciti, utilizzando la Rete. Esistono ormai, a livello globale, qualche miliardo di siti pornografici.

Le scelte che l’utente (di qualunque età, estrazione, gusto) può fare è pressochè infinita, fra immagini e video. Con intuibile influenza sulla sessualità delle personalità più fragili.

Non vi è dubbio che il settore pornografico ha colto al volo, con l’avvento di internet, le opportunità che la Rete offriva, evolvendo. Spesso più velocemente di altri.

La distanza (=disimpegno) l’anonimato (=privacy) e l’assenza dell’impegno che comporta il contatto fisico (=disinibizione) gioca a favore del business del sesso.

L’elemento rischio e l’elemento sicurezza.

Paradossalmente il business del sesso sul web può essere visto da tre ottiche divergenti.

Il punto di vista di chi fa business ha un mood più che positivo : il web allarga senza limiti il pubblico potenziale. Oltre a permetterne l’ingresso anche ai singoli escort che si sono organizzati in proprio.

Con particolare riferimento ai mercanti di sesso di fascia alta : quelli cioè che si rivolgono a portafogli “dotati”, con onorari da migliaia di euro.

Poi va tenuto conto il punto di vista del fruitore del sesso on line (o semplicemente procacciato/ricercato tramite internet). La rete infatti ha pesato parecchio sull’elemento prezzo. La semplicità con cui si cerca e si trova hanno diversificato di molto l’offerta, con conseguente introduzione di prezzi per ogni tasca.

Ma va considerato anche il terzo aspetto : quello legato al rischio che una professione come questa comporta.  Non è detto che l’elemento rischio sia azzerato. Se una potenziale preselezione degli utenti (senza però poter escludere maniaci seriali, anche pericolosi) può  dare una parvenza di maggior “riparo” per i professionisti, in realtà secondo le autorità può rappresentare un’ostacolo maggiore per scovare, nella migliore delle ipotesi, dei malintanzionati.