Smartphone color oro: aumenta il rischio di furto di Iphone?

Nel lontano (ma non troppo) 2013 da MondoTecno parlavamo di come gli iPhone, che sarebbero stati di li a poco commercializzati in colorazione oro, potevano subire un’impennata dei furti di cui già detenevano il primato.

Furti di iPhone: le nostre riflessioni.

Sarebbe stata una radicale rottura con i tradizionali colori bianco e nero, segni distintivi del marchio dalla mela morsicata.

E qualcuno avanzò il dubbio che gli iphone in emissione possa attirare di più i ladri di telefonini.Nuovo arrivo tra i colori iPhone

L’iPhone era già, di per sé, un bottino piuttosto ricercato dai malviventi. Ma una versione dorata avrebbe potuto attirare ancora di più l’attenzione di quest’ultimi.

Basti pensare che ad oggi i furti di smartphone costituiscono una gran fetta fra i reati commessi in città, seppur manchino dei dati ufficiali dalle autorità e dagli uffici di statistica.

Di certo sappiamo che anche i ladri seguono, con scrupolo, le ultime tendenze nel settore della tecnologia.

Secondo studi che a suo tempo furono condotti negli Stati Uniti, il color oro potrebbe costituire una sorta di lasciapassare per il furto di questo cellulare. Un colore che si eregge a facilitatore di furto, insomma.

Da una parte perchè il colore attira di suo l’attenzione, è innegabile. Il ladro saprebbe già di trovarsi dinanzi ad un modello di Iphone.

Furti di smartphone.

Di sicuro c’è che ancora cronache recenti su furti hitech segnalino l’attenzione dei ladri per il comparto smartphone, che rimane fra i prodotti più facilmente smerciabili poi sul mercato nero.

Non solo: il fatto che a tuttoggi il prezzo di listino di un Apple iphone sia tenuto su alti livelli, avvalla il valore del prodotto, che si tratti di usato, rigenerato e non. Quest’ultimo, da un lato, è oggettivamente un valore aggiunto per il proprietario di un melafonino che può a ragione ritenere di esser in possesso di un prodotto di più difficile svalutazione anche dopo anni di utilizzo. E grazie a questo rivenderlo ad un prezzo non trascurabile.

Dall’altro lato questo rappresenta un valore aggiunto anche per malintenzionati che, puntando al furto del prodotto, sanno che facilmente sarà “monetizzabile”, e anche con facilità.

Non solo: siamo ai paradossi al contrario di minacce dei ladri alle vittime.

Recenti notizie su furti di iphone hanno infatti evidenziato come i ladri abbiano minacciato le vittime di furto sollecitandole ad uscire dall’account icloud, per liberare lo smartphone dai blocchi imposti di sicurezza e poterlo così rivendere.

Già perchè l’opzione ormai comune “trova il mio iphone“, che consente di rintracciare da remoto il proprio smarrito/rubato a patto che sia on line (quindi connesso alla rete) “frega” ogni malvivente che punta al furto.

Tale funzionalità è presente in diverse forme anche sugli dispositivi Android, ed è divenuta via via molto utile, se non indispensabile, visti tutti i dati sensibili e (praticamente) tutta la nostra vita contenuti nella scatola nera dei device mobili.

Ancor di più viste le app che accedono e controllano i nostri conti correnti, modalità divenuta ormai indispensabile per legge di emanazione europea per tutti coloro che operano on line sulle proprie finanze (e siamo la maggioranza).

L’esperienza serve e insegna.

Da un esperienza descritta on line da un possessore di iphone, emergerebbe che Polizia e Carabinieri avrebbero un database comune con i numeri IMEI dei telefoni rubati.

Questo, se fosse accertato, effettivamente faciliterebbe, nel caso di recupero del terminale rubato, il contatto al proprietario per la restituzione.

Certo, siamo nell’ambito della descrizione di un mondo migliore, e che funziona, seppur per il carabiniere che ha gestito la denuncia (continua a scrivere l’utente) fosse necessario mostrare la scatola  (che riporta il codice IMEI) come prova di possesso. Fatto che, a detta di chi scrive, non è poi così curioso, ma giustificabile per evitare che vi siano (pure) mitomani.

 

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