HTC prova a risalire la china con Android

Nei prossimi smartphones HTC Windows Phone e Android assieme?

Quando Microsoft ha acquisito Nokia non significa che abbia completato la missione, tutt’altro : gli sforzi sono convertiti affinché altri produttori scommettessero sul sistema operativo dell’azienda di Redmond.

Ma gli sforzi non sono stati sufficienti nemmeno con HTC.

Non è difficile arrivare a comprendere quanto siano stati poco semplici gli ultimi due anni per HTC.

All’inizio del 2018 il produttore ha riportato più di 300 milioni di dollari di perdite, di fronte ad una crisi in cui i rivali più grandi come Samsung ed Apple non sono inciampati così pesantemente.

Il mercato degli Smartphone è senza dubbio piuttosto saturato.

Eppure HTC ha sempre avuto qualche idea originale per sfruttare funzioni speciali inserite ad arte nei propri smartphone: un audio che va ben oltre la media di qualità, e il famoso Edge Sense inserito nell’HTC U11 Plus .

Le ultime novità promosse sul mercato non hanno comunque emozionato gli utenti, nemmeno quelli più appassionati: questo in un periodo nel quale ci si stava aspettando anche la caduta di giganti come LG, il quale non aveva presentato device capaci di distinguersi dalla concorrenza in modo decisivo.

Altri si sono dedicati a singoli modelli, invece di estendere e disperdere l’attenzione su produzioni seriali rischiose. Insomma: con oltre 30 brand che oggi si competono i mercati nazionali degli Smartphone, è chiaro quanto HTC debba scegliere di navigare in acque più sicure.

Prodotti come il Desire 19+ e Wildfire X – usciti molto di recente – non hanno nemmeno riscontrato una buona risposta dei clienti.

HTC ha prodotto una serie denominata Exodus.

Qualche possibilità di sopravvivenza potrebbe arrivare dalla diffusione delle criptovalute.  Exodus quindi non è uno Smartphone qualunque, centrato sull’uso dei Bitcoins.

L’ultima uscita – Exodus 1S – se non brilla particolarmente per caratteristiche tecniche (monta ad esempio un Chipset Snapdragon 435) è però uno dei primi smartphone a funzionare come un portafoglio per Criptovalute in modo completamente nativo.

Nessun bisogno di usare combinazioni tramite Apps e software : lo Smartphone funziona come un portafoglio Hardware nel verso senso della parola.

Fin qui i nuovi progetti di HTC: non più combattere gli avversari nel campo dell’innovazione tecnologica, bensì piuttosto cercare di soddisfare le necessità di una circoscritta fetta di mercato interessata a determinati servizi. E l’uovo di colombo sarebbe un prodotto capace di rendere sicuri e più popolari i vari acquisti che possono essere fatti on line con i Bitcoins.

HTC ha spesso dato (involontariamente si spera) l’idea di non avere tutte le idee chiare sui propri dispositivi tanto che, a fine 2013, arrivò la notizia che avrebbe lanciato un nuovo terminale con Windows Phone.

Così scriveva Bloomberg, citando fonti vicine all’operazione : “a quanto pare Microsoft ha chiesto ad  HTC il mese scorso di includere Windows Phone in telefoni Android  come seconda opzione“.

Non è chiaro che cosa si intendesse per “seconda scelta”: se solo per lanciare sul mercato un’altra versione di ogni telefono Android con Windows Phone o anche la possibilità di inserire entrambi in un telefono e l’utente avrebbe scelto con quale dei due lavorare.

Inoltre, sempre in base a queste informazioni, Microsoft avrebbe messo sul tavolo la possibilità di ridurre o eliminare completamente la licenza che ogni produttore (in questo caso HTC) deve pagare ogni volta che si vende un terminale con il sistema operativo.

Tutto ciò mentre HTC annunciava proprio nello stesso periodo le perdite di bilancio.

Per la prima volta, nel corso del terzo trimestre di questo fatidico 2013.

Pochi ebbero il coraggio di ammettere che fu l’inizio di una discesa in cui l’azienda Taiwanese si poneva ai margini del mercato, arrivando oggi, anni dopo, ad una presenza marginale in molti Paesi del mondo fra cui l’Italia.

Htc ,  precedentemente conosciuta come High Tech Computer Corporation è membro dell’Open Handset Alliance che è il gruppo di produttori e operatori di rete mobile dedicato alla promozione di Android. E’ stato per altro il trampolino di lancio per Android stesso, commercializzando lo smartphone HTC Dream che è storicamente riconosciuto come il primo Smartphone ad utilizzare il sistema operativo del robot di Google.

Android e Windows Phone?

Anche su questo tema, dopo qualche tentennamento HTC fece la scelta (rivelatasi poi fallace) di lanciare sul mercato alcuni smartphone con sistema operativo Windows Phone. I modelli principali furono l’8S e l’8X, devices con caratteristiche per l’epoca da medio di gamma e qualche funzionalità in più rispetto i Nokia Lumia.

Oggi HTC produce modelli esclusivamente con piattaforma Android ma, come detto, non stava vivendo un momento felice prima e non lo sta vivendo nemmeno ora.

Il futuro di HTC

Dalle informazioni disponibili sul sito investors.htc.com, la fonte ufficiale di informazioni finanziarie, si prospetta un futuro piuttosto incerto per HTC, almeno per quanto riguarda il settore mobile.

Il report finanziario che coperta il secondo quadrimestre del 2018 denota come il margine operativo sia sceso fino al -50.7% arrivando ad una perdita netta di 2.09 miliardi di dollari, dimostrando come l’azienda cinese, seppur ancora leader nell’innovazione tecnologia, non sta in alcun modo tornando verso una situazione finanziaria sana.

Ad inizio ottobre è stata pubblicata la notizia riguardante il fatturato di HTC riguardante l’ultimo periodo. La notizia è stata la peggior fino ad ora nella storia degli ultimi anni della compagnia, con un fatturato dell’80.71% inferiore rispetto al medesimo periodo del 2017, circa 40,46 milioni di dollari, che già era decisamente sottotono.

La compagnia asiatica sta giocando le ultime carte puntando a nicchie di mercato emergenti, tra cui il 5G e gli smartphone con supporto alle blockchain (quest’ultimi non molto promettenti).

Il primo modello di smartphone di questo tipo, che provedrà a far risalire la china all’azienda, è proprio il citato HTC Exodus.

 

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