Google Dart: nuovo linguaggio di developping Web per sostituire Java
La natura fermamente volubile del Web si riconferma essere tale dopo l’ultimo studio di fattibilità di un nuovo linguaggio di developping per il Web da parte dell’onnipresente Google.
Malgrado la presenza di ambienti di sviluppo Internet già affermati, open source e quanto più liberi possibile, quali Ruby On Rails e CakePHP, oltrepassare il paradigma di JavaScript e altri stili ormai datati rimane un fattore in grado di veicolare molte sorprese per gli amanti del codice libero.
Google perciò ha da tempo rilasciato l’SDK ufficiale inerente un linguaggio di sviluppo univoco e praticabile su tutte le piattaforme hardware, che prende il nome di Dart.
La compatibilità del sistema partita innanzitutto dalla versione Chrome, come è ovvio aspettarsi, incorporando una potente Virtual Machine all’interno di questo browser “moddato” per l’occasione (il suo nome è Dartium).
Gli elementi di scripting e authoring inclusi in tale linguaggio sono più che sufficienti ad assicurare alle applicazioni Web una sicurezza modulare, in grado di gestire listati scritti su interfacce multiple.
Studiata alla perfezione anche l’interfaccia con altri browser al momento non compatibili con Dart, grazie alla presenza di un cross compiler che facilita l’integrazione del linguaggio utilizzato.
Dart risulta addirittura essere in grado di superare le performance dei vecchi tool di scripting, tra cui anche il già citato JavaScript, aprendo potenzialmente una nuova era di interazione con le canoniche pagine Web, risultando in un impatto pari a quello di PHP e lo sviluppo server side nei decenni trascorsi.
Come recita lo stesso claim sulla home page del sito ufficiale , Dart è un linguaggio open-source di programmazione scalabile, con librerie runtime robuste, per la costruzione di web, server e applicazioni mobili.
Da qualcuno definito un linguaggio tecnicamente molto interessante, seppur non rivoluzionario. con destinazione finale per le pagine HTML, esattamente come JavaScript.
Cosa lo distringue?
La string interpolation, ovvero il poter usare all’interno di stringhe delle espressioni del linguaggio (grande carenza del JavaScript) è presente, molto potente e con sintassi alla Ruby.
Il modello a oggetti è Class based, con tanto di interfacce. Tutti i metodi o le variabili sono ad accesso pubblico eccetto quelle che iniziano per “_”, che sono private.
Le specifiche tecniche del linguaggio vanno incontro a diversi obiettivi di design: creare un linguaggio flessibile ma anche rigoroso e strutturato, con sintassi e semantica familiari ad un gran numero di programmatori.
Perché mai Google si dovrebbe focalizzare sull’implementazione di questo linguaggio?
L’obiettivo strategico principale parrebbe essere evidente: prendere il posto dello standard JavaScript ma i tempi di un eventuale rivalsa si prevedono lunghi.
Chi volesse giocare con il linguaggio, può accedere al repository ufficiale su Google Code, armarsi di santa pazienza e compilarsi il tutto.









