Il business italiano dei Videogames nel 2016 a 40 milioni

Nel 2014 era la metà : il 2016 è stato un anno foriero di soddisfazioni per il business italiano dei videogames,  settore in cui la realizzazione/produzione stenta a crescere rispetto ai Paesi partner europei.

Il giro d’affari di 40 milioni di euro però, con il raddoppio della cifra rispetto a due anni fa, dimostra che gli attori di mercato hanno cominciato a giocare la propria partita anche in ambito extra nazionale.

Anche grazie ad una internazionalizzazione crescente.

Un settore ancora piccolo dunque nel nostro Paese, ma di sicuro in continuo movimento.

Al Gamescom di Colonia, la fiera più importante per il settore dei videogiochi in Europa, lo ha dimostrato.

A Colonia infatti si sono visti anche il Ministero dello Sviluppo Economico, l’Agenzia ICE per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, e AESVI, l’Associazione di categoria che rappresenta l’industria dei videogiochi in Italia.

I due attori istituzionali sono al fianco degli imprenditori italiani che mostrano tutta la potenzialità del comparto videogames con base di sviluppo in Italia.

Quest’anno una fiera dei record che ha contato 345 mila visitatori, arrivati da 97 paesi e con un padiglione italiano che ha mostrato oltre 20 titoli creati da 14 imprese.

“Games in Italy” è il marchio sotto cui si sono riunite opere variegate e destinate un po’ a tutte le console, ma anche a PC e Mac , oltre che alla frontiera ormai rodata del mobile.

Non sono mancati titoli per Virtual Reality.

Tra le società espositrici anche la società Milestone, leader di settore in Italia.

Il 93% degli sviluppatori italiani esporta in Europa

Ma la vocazione ad esportare non finisce qui : l’83% esporta in Nord America, il 58% in Sud America, il 64% in Asia.

In una classifica europea ci posizioniamo al quarto posto nel venduto, rispettivamente dietro a :

  • Gran Bretagna
  • Germania
  • Francia

Davanti a Russia e Medio Oriente.

L’ICE in particolare a fronte della crescita sostenuta del settore, ha partecipato per la terza volta a Colonia.

La recente approvazione della legge cinema a fine 2016 ha esteso le agevolazioni fiscali, di cui beneficiano sale e produttori audiovisivi, anche ai videogiochi.

E questo non ha fatto che incentivare l’industria del comparto, sostenendola dichiaratamente.

Fra l’altro va ricordato che si tratta di un intervento , quello della legga citata, che ha permesso all’Italia di giocare ad armi pari con gli altri Paesi europei.

Inghilterra e Francia hanno assistito a notevoli balzi in avanti grazie alle leggi locali di tax credit.

E poi il cinema e l’audiovisivo pescano anche dai games di successo.

Spesso cinema e tv , prevalentemente americani, hanno giovato del successo di alcuni titoli per riprodurre delle storie di successo per film e serial : non dimentichiamo infatti Resident Evil con Milla Jovovich.

Potremmo continuare con Prince of Persia, interpretato dal neodivo Jake Gyllenhaal, e con Silent Hill.

Ma non possiamo dimenticare uno dei titoli di punta a riguardo è stato certamente “Tomb Raider”, che ha visto una perfetta quanto algida Angelina Jolie nel ruolo dell’avventuriera Lara Croft.

L’ultima notizia riguarda la web TV : è di Netflix infatti l’ultimo colpo di mercato, con cui si è aggiudicato i diritti di The Witcher , un videogioco “da adulti”, da cui ne trarrà una serie.

Il personaggio in realtà parte come protagonista di 8 romanzi creati dallo scrittore polacco Andrzej Sapkowski.

Lo stesso scrittore sarà consulente creativo del serial ed “entusiasta” dell’adattamento televisivo dei suoi romanzi.

Già : anche questo aspetto non va dimenticato dai produttori italiani, che di letteratura e fantasia, hanno un mondo sconfinato in cui pescare, nel nostro Paese.

 

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