Che fine ha fatto Baboom, il progetto per ascoltare musica gratis online ?

Ne parlavamo a fine 2015, ma da allora vi sono stati degli sviluppi : Kim Dotcom si è schiantato sulle sue ambizioni e il nuovo progetto per la musica online, è ora off line.

Mistero su che fine abbia fatto…

Kim DotCom, al secolo Kim Schmitz di nazionalità tedesca, è salito ormai da anni (almeno dai primi anni 2000) in sella alle cronache del web, per via dello scandalo di “Megaupload“, fatto che ha coinvolto la chiusura del celebre servizio Web di hosting da parte dello Statunitense  ‘United States Department of Justice” per accuse di pirateria e scambio di materiale protetto da copyright.

Kim Dotcom presentava nel gennaio 2014 il suo nuovo progetto nell’ambito dello streaming musicale: Baboom.com

Baboom è basato sull’idea che gli artisti offrano la loro musica gratuitamente.

E i fan paghino solo se la apprezzano. Con Baboom, gli artisti otterrebbero circa il 90% dei ricavi generati dalle loro vendite, a differenza del 7,7% offerto dall’industria musicale per le vendite di MP3.

I formati previsti sono i classici MP3 a 320 kbps o FLAC.

Il sistema avrebbe dovuto integrare anche una sorta di concorso con gettoni/premi da spendere liberamente per acquisti musicali, tutto grazie alle inserzioni integrate nella piattaforma.

Ironicamente (ma forse non troppo visto l’estro straripante del personaggio) Dotcom rilasciò come prima dichiarazione un sentito monito: “Baboom ridefinirà i parametri della music industry, permettendo agli utenti di scaricare gratuitamente ed ai veri fan di supportare l’acquisto“.

Fin qui la storia di Baboom : l’imprenditore tedesco era già reduce da anni da pirata informatico e, successivamente, da plurime condanne per diverse attività illecite quali furto e rivendita di numeri di carte di credito, hacking, insider trading e appropriazione indebita, violazione diritti copyright, e chi più ne ha più ne metta.

Nel 1998 Kim Schmitz è stato condannato a due anni di prigione per frode informatica e ricettazione, replicando poi nel 2003 quando portò a termine un’altra operazione ottenendo con false garanzie un prestito allo scoperto di 280.000 euro :  si dichiarò colpevole e fu condannato a due anni con la condizionale per appropriazione indebita.

Ma queste furono solo l’inizio delle rocambolesche avventure dell’imprenditore-pirata.

Ne sciorina bene il curriculum imprenditorial-giudiziario il sito Wired a questo link.

Forse chiamarlo imprenditore è un affronto per molti altri imprenditori, ma che piaccia o no questo omone muove soldi in tutto il mondo e l’ingegno non gli difetta, ne per le avventure on line, ne per le truffe sui mercati.

Si arriva all’ottobre del 2015, quando la società legata a Baboom dichiara che Kim Dotcom non ha più alcun ruolo nella società, fatto piuttosto curioso ancorchè sarebbe curioso capire come, un personaggio così vulcanico che ha di fatto fondato Baboom, possa estraniarsene anche nella proprietà (anche questa tutta da verificare, come i finanziatori) .

Gli ultimi colpi di scena.

Primo : oggi Baboom , finalmente orfana di Kim DotCom,  risulta “in attesa”, ovvero inattivo, non si sa bene in attesa di cosa. Nessuno ne ha parlato e la cosa è passata sotto silenzio.

Secondo :  l’ultima sparata da Twitter ha permesso al nostro vulcanico Kim di restare ancora in sella alle cronache, affermando che nel 2017 Apple si appresterà a rilevare un importante casa di produzione cinematografica.

Alimentando così speculazioni e curiosità.

Niente da dire : un genio del male.  Resta da vedere quanto, e fino a quando.

Mondotecno.com utilizza cookie tecnici per garantire il corretto funzionamento delle procedure e migliorare l’esperienza di uso delle applicazioni online. A questa pagina forniamo le informazioni sull’uso dei cookie e di tecnologie similari, su come sono utilizzati dal sito e come gestirli.