Supercomputer Watson, recensione PC IBM pioniere cognitive computing
IBM sviluppa un super computer in grado di interpretare il linguaggio naturale: recensione di Watson, nuovo super computer pioneire cognitive computing
IBM prepara al debutto il nuovo supercomputer Watson
Frutto di studi pluriennali sulle tecnologie dell’Open Big Data, ovvero una migliore gestione teorica delle informazioni catturate dal Web e dalle sue impressioni generali, Watson si prepara ad essere il progetto di punta di IBM, che dimostra di avere già da subito grandi piani in serbo per la nuova e potente intelligenza artificiale.
Pur essendo un rudimento di quanto sarà possibile ottenere entro il prossimo ventennio con le opportune tecnologie, il progetto Watson mira a processare notizie ed informazioni dal tipico punto di vista di un essere umano, utilizzando dunque algoritmi ben distanti dalle rigide procedure di ricerca e restituzione dei risultati sfruttate fino ad oggi, da una ricerca a livello di PC locale alla websearch tramite Google o motori di ricerca analoghi.
Watson è in grado di comprendere il cosiddetto “linguaggio naturale”, che eviterà l’uso di specifici caratteri jolly (o wildcard) da parte dell’utente per meglio spiegare le proprie richieste.
Le ipotesi che formulerà saranno fondate sull’evidenza e sulla comparazione di numerosissime fonti online diverse, fino ad offrire un output sempre diverso, e modulato a seconda della fase di apprendimento in cui Watson si ritrova.
Ripescando qualsiasi informazione generata online, dai testi digitalizzati di Google Books, alle opinioni lasciate nel corso del tempo nei forum pubblici o nei social network, Watson produrrà mix di nuova informazione secondo tutti i crismi del cognitive computing, aggiungendo consigli “personali” da parte di uno strumento che fino a pochi anni fa si pensava dovesse necessariamente essere distante e macchinoso.
La digitalizzazione dell’informazione farà dunque del bene a Watson, che diventerà sempre più in grado di interagire con un sistema sia umano che virtualizzato, applicando il proprio sapere alle ormai indispensabili risorse cloud, dove ognuno potrà beneficiarne personalmente.









