Beholder, che gioco assurdo!

L’unica parola che mi viene in mente per descrivere Beholder, il video games della Curve Digital, è “assurdo” e prima di giocarci non credevo esistessero videogiochi così eticamente scorretti.

Sì, perché a parte le occasioni in cui impersoniamo killer come in Dead By Daylight o i malavitosi della Rockstars, nei giochi siamo soliti vestire i panni di supereroi, campioni o sopravvissuti.

In Beholder non sei né un eroe né un campione.

Sei un amministratore di condominio che lavora per il governo sotto un regime dispotico e totalitario. E per sopravvivere, quindi portare a termine la storia e completare il gioco, dovrai eseguire gli incarichi che ti verranno imposti dall’alto senza inimicarti gli inquilini.

Detta così, sembrerebbe un comunissimo gioco strategico di tipo gestionale, anche banale.

Ciò che invece lo rende assurdo è la crudeltà insita nel gioco e il fatto che, inverosimilmente, nonostante il gameplay ti porti a compiere azioni sempre più scorrette, non puoi fare a meno di giocarci. Un po’ per la sfida di portare a termine gli incarichi (talvolta anche complicati da interpretare e adempiere), un po’ per vedere fino a che punto si sono spinti gli sviluppatori.

In molti videogames si compiono azioni crudeli e si assiste a scene cruente.
Alcune presenti in Beholder, forse per merito dell’ambientazione cupa e per il sottofondo musicale coinvolgente, riescono a immedesimare il giocatore al punto da far avvertire una sensazione di malessere. Per ciò pur essendo classificato PEGI 12 non è adatto ai ragazzini.

Beholder, il gioco gestionale da spia che tiene incollati al joypad

Beholder è un gioco strategico di tipo gestionale e punta-e-clicca sviluppato dagli studios indipendenti siberiani Warm Lamp Games.

Ricorda molto 1984 di George Orwell e il fatto che sia stato ideato in Siberia già dovrebbe dare un’idea su cosa sia ispirato: un’epoca in cui ogni libertà individuale è limitata e qualsiasi innocente abitudine può diventare illecita da un momento all’altro.

In questo contesto, entro un limito di tempo che varia da incarico a incarico, il giocatore dovrà controllare i condomini che vivono nel palazzo e riferire al Ministro dell’Ordine ogni violazione, pena il licenziamento o la morte, quindi Game Over e talvolta dovrà persino ucciderli o spingerli al suicidio. Parallelamente dovrà assecondare le richieste di inquilini e familiari, aver a che fare con terroristi e decidere se collaborare o meno con le cellule che si oppongono alla dittatura.

La prima mezz’ora del gameplay può sembrare complicata e monotona, ma dopo aver compreso le meccaniche è difficile staccarsi dal joypad. Da provare, assolutamente!