Epic Games: lo store con milioni di utenti bloccato da Apple e Google

Nel 2019 Epic ha lanciato il suo store online. Grazie anche al giocatissimo Fortnite, che oggi conta ben oltre 300 milioni di utenti nel mondo, batte addirittura Steam che ne possiede appena più di 90 milioni (stime aggiornate ad inizio 2020).

Niente male per una piattaforma totalmente nuova, ma plurifrequentata dai giovani.

Anche gli incassi sono aumentati a dismisura.

Quasi di conseguenza numerosi sconti sono stati applicati su gran parte dei prodotti a disposizione.

Certo, Steam è Steam e sarà sempre il colosso dei videogiochi, ma Epic è riuscito a batterlo in quanto ad affluenza.

Diciamolo: se non conosci i balletti di Fortnite, sei tagliato fuori!

 

Epic, oltre che del fondatore Tim Sweeney – il quale possiede la maggior parte delle quote e ha un patrimonio stimato sui dieci miliardi di dollari – è partecipata dal cinese Tencent, il più grande produttore di videogiochi al mondo.

Eppure qualcosa si sta incrinando per la piattaforma Epic.

Tutto è partito da metà agosto, quando Fortnite ha annunciato un servizio di “pagamenti in-app” (all’interno dell’app)  promettendo sconti del 20%. Così facendo Epic Games ha violato i termini del contratto stipulato con Apple (e con Google).

Questo metodo bypassa i sistemi di pagamento di Apple e Google, i queli giovano con laute percentuali sulle transazioni nei loro store (fino al 30 per cento).

Da qui è partita la mossa contro Fortnite che è stato rimosso dalle loro piattaforme. Questo significa per  tanti utenti uno stop al gioco. Fortnite non si può più scaricare ne tantomeno aggiornare.

Secondo Epic il rischio è di “subire danni irreparabili” se il ban di Apple e Google dovesse continuare per oltre 116 milioni di utenti registrati su dispositivi Apple.

Si pensi che Fortnite già un anno fa aveva generato un fatturato superiore a 3 miliardi di dollari.

Di contro Apple finora ha guadagnato solo con le commissioni per il gioco più di 600 milioni di dollari.

Ios ricopre (con 116 milioni di utenti) un terzo dei 350 milioni di giocatori di Fortnite (corrispondente quindi a centinaia di milioni di dollari di mancate entrate).

Questa è la scintilla che ha dato il via all’azione legale di Epic Games, alla quale ha risposto Apple a stretto giro.

Epic intenzionata a smantellare un modello di business?

Quello di Apple e Google, progettato per cementare il loro monopolio, limita la scelta dei consumatori soffocando la concorrenza.  Questo appare evidente.

Attraverso il controllo monopolistico degli store presenti in tutti gli smartphone, i due big tech possono monopolizzare il mercato dei pagamenti, sia negli store on line che nella gestione delle app.

In tribunale la citazione di Epic lancia l’accusa di violazione delle norme antitrust per i due monopoli.

Secondo Apple “anche se Epic si presenta come una moderna Robin Hood, nella realtà è una società multi miliardaria che non vuole pagare per l’enorme valore che trae dall’App Store”.

Anche Microsoft contro Apple.

Ma non finisce qui : anche Microsoft attacca Apple, accusandola si essere l’unica a negare agli utenti di cloud gaming di usufruire degli abbonamenti ai giochi come Xbox Game Pass”.

A poche settimane dal debutto xCloud, gli utenti possessori di iPhone e iPad potrebbero non poter giocare in streaming.

I membri del Congresso americano hanno espresso preoccupazione per il controllo di Apple sull’app store teso a far fuori la concorrenza. Mentre l’Ue ha avviato un dossier per lo stesso motivo, dietro le denunce di Spotify e Rakuten.

La risposta di Apple rimane la stessa : l’App Store ha reso più facile ed economico per gli sviluppatori distribuire prodotti e servizi.

La battaglia per il dominio (o la democratizzazione) delle piattaforme, continua.


 

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