Recensione Game : In to the Dead

Vi è mai venuta voglia di correre? Certo, anche per far moto, correre è decisamente un esercizio ideale per riattivare la circolazione e naturalmente eliminare un po’ di grasso in eccesso. Ma non tutti sono così pronti ad entrare in pista, a volte si tratta solo di trovare la giusta motivazione per correre.

Ma quando invece si tratta di correre perché siete in pericolo mortale di diventare uno Zombie?

Into the Dead non è un gioco che vi farà correre fisicamente.

Con i giusti rapporti però vi darà giusto quella paura per farlo. In questo titolo vestirete i panni d’un pilota che ha schiantato il suo elicottero, probabilmente per fuggire da una città piena d’infetti.

Quando il protagonista riprende la sua fuga verso la campagna si trova di fronte ad un’amara sorpresa: anche quel luogo bucolico brulica di zombie.

 

Questo è uno sparatutto in prima persona piuttosto particolare.

L’unico scopo è procedere in avanti, cercando di avanzare il più velocemente possibile. Non avrete molti spazi per sbagliare: se si finisce contro uno zombie, si può cercare di rotolare in giro…ma spesso si può finire contro un altro non-morto.

Facilmente la corsa sarà conclusa da un semplice morso, dal quale non vi è alcuno scampo.

Una volta morti, è possibile ottenere tutti i bonus accumulati durante la corsa per levellare il personaggio e conferirgli dei vantaggi con i quali si possono avere maggiori possibilità di scamparla.

E qui è tutta la meccanica di Into the Dead.

La grafica del videogame è appagante, soprattutto per essere un semplice gioco per Smartphone, e tutto il Gameplay permette di giocare continuamente. Anche se si perde subito la partita, si può sempre investire le monete in altre abilità, fino a costruire un personaggio perfetto.

In definitiva non parliamo solo di una corsa senza meta.

Sono infatti disponibili le missioni che – pure se non cambiano di molto il tema di gioco – almeno danno qualche obiettivo in più e delle ricompense, come le armi per difendersi.

Perciò : ecco un buon titolo per ammazzare il tempo, consigliatissimo da provare con un paio di cuffiette addosso e in un luogo in penombra.

 

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