Come velocizzare un sito web

Comprimere le immagini, affidarsi ad un hosting migliore, alleggerire gli script.. tutti validi consigli, ma cosa significa velocizzare un sito web?

Come si procede se si vuole velocizzare il proprio sito, diminuendo il malumore degli utenti che, come riportato da LoadStorm.com (e dalle relative fonti), nel 2014 consideravano 4 secondi il tempo massimo accettabile per attendere il caricamento di un sito web.

4 secondi nel 2014, quando la potenza dei server era molto inferiore a quella attuale e la connessione più diffusa nelle case degli Italiani certamente era una frazione di quella attuale.

Io vi sto scrivendo da una connessione gigabit, nel 2014 surfavo il web alla velocità di 20 megabit ed era superiore alla media. In questo momento farei prima a cercare un altro sito su Google piuttosto che attendere 4 secondi di caricamento.

L’obiettivo è diminuire i tempi di caricamento.

Tempi che si possono suddividere in più tipologie:

– potenza di calcolo
– caricamento dei file
– tramissione dei dati
– rendering del sito

Per potenza di calcolo si intende il tempo che il server, dove risiede effettivamente il sito, impiega nell’elaborare i dati prima di dare in output la pagina richiesta dall’utente. Ad esempio, il tempo che il server ha impiegato per caricare questo articolo da quando ha ricevuto la richiesta dell’utente a quando ha iniziato a trasmettere all’utente i dati.

Inoltre, a questo timing bisogna aggiungere i tempi di caricamento dei file, ovvero il tempo necessario al server per andare a ritrovare i file che costituiscono il sito, dal leggero html fino alle immagini, che possono arrivare a pesare diversi MB nel caso di immagini grandi e/o ad alta risoluzione.

La trasmissione dei dati invece è il passaggio dei dati dal server fino al PC o smartphone dell’utente, considerando anche tutti i salti di hardware che farà nel tragitto (dal server passeranno per altri server, router e apparecchiature di rete fino a raggiungere l’utente).

Infine, il rendering del sito è il tempo che il computer del visitatore impiega per elaborare tutti i dati ricevuti dal server e realizzare ciò che l’utente vede graficamente.

Quindi impaginazione, le immagini, i colori, le animazioni.

Come si può velocizzare un sito web?

Si può iniziare seguendo i consigli che state per leggere.

Focalizzati su ciò che si può considerare relativamente semplice e soprattutto rispettando almeno alcune delle best pratice indette da Google.

Abilitare la compressione Gzip e minificare i file

Per diminuire la quantità di dati che il sito deve trasmettere è possibile abilitare la compressione Gzip, in grado di comprimere a pochi byte file come CSS, JS, HTML e altri file di tipo testuale.

Prima di applicare la compressione, che verrà eseguita on-the-fly durante la navigazione, possiamo procedere con la minificazione dei CSS, degli script JavaScript e i file HTML, usando tools come CCSNano e UglifyJS, disponibili gratuitamente e per cui sono disponibili tante guide per imparare ad usarli.

La minificazione applica un concetto simile alla compressione, in questo caso però agisce sull’eliminazione di spazi vuoti e altre piccolezze che appesantiscono, anche se di poco, i file testuali.

Migliorare il tempo di risposta del server

Il server, o meglio, la capacità di calcolo e i tempi di caricamento interni.

Sono gli elementi che possono influire pesantemente sul tempo di caricamento di un sito web. Oltre a diminuire drasticamente la capacità di carico dello stesso, ovvero il numero massimo di utenti che simultaneamente stanno visitando il sito.

Il tempo ottimale, l’obiettivo da raggiungere, è di ottenere un tempo di risposta inferiore ai 200ms, meglio se inferiore a 170ms. Per farlo, possiamo seguire diverse strade, non necessariamente esclusive l’una dell’altra:

  • passare ad un server più potente, con un processore migliore, SSD invece di Hard Disk e RAM più veloce e capiente
  • diminuire il peso del sito, come con la compressione trattata poco più su
  • usare una CDN, Content Distribution Network, per alleggerire il sito creando delle copie localizzate in altri server, generalmente (e preferibilmente) fisicamente più vicini agli utenti
  • ottimizzare i media: immagini, audio e soprattutto video, occupano tanto spazio e di conseguenza richiedono più tempo per essere processati, inviati all’utente e successivamente renderizzati.

Insomma, diminuendo il loro peso, i vantaggi sono molteplici.

Quali sono i vantaggi che si ottengono velocizzando il proprio sito web?

Minor tempo per caricare un sito web significa avvalersi di diversi vantaggi, come un aumento della felicità degli utenti del sito, che non dovranno aspettare troppo tempo per poter leggere le news del giorno o una guida su come velocizzare un sito web.

Un sito più leggero inoltre rende più felice Google, che premierà il sito facendogli guadagnare qualche posizione della cosiddetta SERP, Search Engine Results Page, praticamente la pagina dei risultati che appare quando cerchiamo qualcosa, la lista dei siti web attinenti alla ricerca. Comparire prima significa attirare più visite e si, esattamente, significa aumentare i guadagni.

I vantaggi non sono solo questi. Un sito ben fatto invoglia altre persone a chiedervi di realizzare siti per loro, un sito leggere significa che sullo stesso server potete ospitare più pagine o direttamente più siti.

Tutto qui? Assolutamente no.

Se avete intenzione di spremere il vostro sito e velocizzarlo il più possibile, rendendo i vostri utenti più felici, ci sono ancora tante strade che è possibile percorrere.

Un buon inizio è Google PageSpeed Insight, un API in grado di dare statistiche dettagliate riguardo le performance di un sito web e consigliare, direttamente, come migliorare le prestazioni, l’accessibilità e la Search Engine Optimization dello stesso.

Prima di concludere ecco un comodo tool online in grado di testare le performance di un sito web: https://webpagetest.org/. Il test può richiedere anche diversi secondi ma vi ritroverete con un dettagliato resoconto in grado di aiutarvi a diagnosticare eventuali colli di bottiglia nel caricamento del sito web.


 

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