Il business delle App: viaggio nell’economia digitale

Viviamo in una realtà pervasa dalle app dove ogni attività può essere svolta col supporto di uno smartphone. Ne siamo ormai assuefatti e senza rendercene conto sono diventate indispensabili.

Ognuno di noi possiede almeno 50 applicazioni con le quali trascorre in media 3 ore al giorno:

  • Chat
  • Meteo
  • News
  • Video streaming
  • Giochi

…queste sono le più gettonate, partendo dai social quali Facebook, Messenger, WhatsApp e Instangram che si pongono in testa alla classifica per numero di utenti.

Il business delle APP è esploso definitivamente nel 2016.

In questo anno gli accessi al web da smartphone hanno superato quelli da pc e notebook.

Basti pensare che nel 2008 tale fenomeno non esisteva, nel 2016 valeva 1.300 miliardi di dollari e nel 2021 potrebbe diventare la terza economia globale con 6350 miliardi.

Una crescita del 385% secondo un report stilato da App Anni che ne evidenzia il successo e l’impatto economico. I dati dimostrano che i due store online Apple Store e Google Play hanno guadagnato rispettivamente 40 e 21 milioni.

Le app più scaricate sono quelle ludiche e i paesi che spendono di più sono la Cina e gli Stati Uniti.

La mobile economy genera fenomeni imprenditoriali emergenti.

Con una filiera innovativa costituita da nuovi attori, questa economia si basa su due fonti di guadagno complementari:

  1. App vendute direttamente al consumatore
  2. Pubblicità inserita nelle applicazioni

Oggi la gestione back end dell’utente ha monopolizzato l’interesse delle aziende che hanno trovato una fonte alternativa per la fidelizzazione dei consumatori.

L’attenzione si è spostata così dal numero di download al tempo medio di utilizzo, con evidenti implicazioni nel marketing.

Le app  sono mobile friedly e generano valore per i clienti attraverso l’interazione continua.

Coinvolgono maggiormente il pubblico perchè facilitano il riconoscimento e la memorizzazione del brand. Sono un canale di vendita comodo e soprattutto forniscono dati alle imprese: il vero business contemporaneo.

Lo studio dei comportamenti e il tracciamento delle informazioni sono le motivazioni principali per la realizzazione di un app commerciale. Un canale di vendita diretto che fornisce costantemente dei feedback elaborati e utilizzati per delineare le strategie di marketing.

Le fabbriche delle App.

Così sono diventati necessari dei nuovi protagonisti specializzati nella creazione e gestione delle applicazioni. La statunitense Mobile Roadie è ad oggi la società più famosa in questo campo con clienti prestigiosi come Disney e Universal.

Seguono la californiana Bizness Aps che ha sviluppato più di 300 progetti, l’indiana AppMachine, l’israeliana Swiftic e l’olandese AppMachine.

Mentre in Europa si fa largo il fenomeno di Bending Spoon, il cui successo appare inarrestabile, e semrpe dalla sede di Milano è stato partorito il progetto dell’App anti coronvirus, Immuni.

Gli sviluppatori sono divenuti molto richiesti, ma in generale molti professionisti hanno tratto beneficio dall’incremento dell’app economy.  Nonostante il successo però non possiamo definire con certezza se siano aumentati in generale i posti di lavoro.

Le aziende cercano sempre più frequentemente degli esperti informatici per creare e gestire le app mentre i servizi tradizionali subiscono un radicale mutamento.

Molti svolgono un’attività precaria e mal retribuita come nel caso dei runner, attori fondamentali del business del delivery.

Nuove professioni emergono

Le applicazioni, come ogni innovazione tecnologica, sono destinate inevitabilmente ad avere ricadute sul mondo del lavoro.

Si consolidano, in questo nuovo scenario multimediale, nuove figure specializzare, mentre altre mutano o spariscono. L’unica certezza è che l’app economy è un fenomeno giovane, in costante evoluzione e con ampi margini di crescita.


 

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