Android, l’hard reset non cancella completamente i dati del cellulare
Avast dimostra come sia complesso cancellare definitivamente dati da tablet e smartphone: i retroscena, e come rimediare
Hard reset Android: un’impresa complicata
Secondo una recente intuizione di Avast, tra i punti di riferimento per la lotta contro spyware, malware e più in generale software malevolo, effettuare un hard reset di Android, reimpostandone i parametri originali cancellando contenuti ed impostazioni, risulta essere un’impresa più ardua del previsto.
La web company ha infatti dimostrato che con alcune procedure, nemmeno troppo sofisticate, sia possibile recuperare i dati presenti nello storage dello smartphone o del tablet, fermo restando che si può trattare di qualsiasi tipo di file: dai documenti alle foto private.
In realtà, nonostante la Rete si sia sbizzarrita nell’inquadrare il tutto come una “vulnerabilità o bug” Android, la questione non ha a che vedere con questo tipo di falle di sistema.
Si tratta invece di un problema nato con le memorie flash, le cosiddette NAND, che non rispondono ai tentativi tradizionali di cancellazione dei dati tramite sovrascritture ripetute, come avviene invece negli hard disk classici, che rispondono invece a questo tipo di trattamento.
Lo studio mostrato da Avast mostra in particolare quanto sia complicato cancellare definitivamente un file da una memoria flash, che viene successivamente spostato in altre locazioni della memoria fino a quando non verrà definitivamente cancellato.
Per dimostrarlo, Avast stessa ha ottenuto 20 dispositivi mobili appartenuti a precedenti proprietari, ed è riuscita a recuperare oltre quarantamila immagini, messaggi di testo, email, contatti ed autoscatti.
Avast dimostra dunque quanto il problema della privacy diventi una nota dolente per tutti gli utenti che decidano di vendere i propri vecchi device.
Al momento, è possibile ovviare parzialmente al problema sfruttando la crittografia sul supporto di memoria, attivandola dal menu Impostazioni/Sicurezza del sistema operativo Android.
Tutto questo prima di dismettere definitivamente il device, in attesa che le successive versioni dell’OS Google mostrino soluzioni definitive.









