Scalapay : storia di un unicorno italiano
Scalapay è ormai nome noto: propone microprestiti di credito al consumo in tre rate senza interessi. L’idea funziona e sono molte le aziende che, per incentivare le proprie vendite, l’hanno proposta ai loro clienti.
Pochi sanno, però, che Scalapay non è americana, ma milanese.
In tutt, la fintech ha raccolto circa 700 milioni di dollari di finanziamenti : il primo vero unicorno italiano (ovvero una start up che raggiunge 1 miliardo di euro di capitalizzazione).
Come nasce ?
Scalapay: le origini
Nel 2019, Simone Mancini e Johnny Mitrevski avevano già lavorato a tre progetti diversi insieme, fallendoli tutti.

I due trovano prestissimo investitori, ma a dare la spinta decisiva alla loro avventura è la pandemia.
Infatti, il momento di crisi generalizzato dona alla nuova start up due fattori che non dovrebbero mancare mai in un’azienda: gli investitori e i potenziali clienti.
Lo slogan Compra ora, paga dopo spiana la strada per un successo assicurato.
In Australia, chi vendeva online faticava a ottenere i pagamenti, mentre chi comprava aveva difficoltà a pagare.
La risposta a entrambe le esigenze è diventata Scalapay, un modello che in Europa non era ancora di uso comune.
Scalapay, non solo in 3 rate
Il prodotto finanziario che ha reso noto il servizio è l’opzione Paga in 3 rate. In realtà, l’app consente di pagare anche in quattro rate, oppure completamente dopo 14 giorni dal momento dell’acquisto.
Per questa ultima opzione, il massimo che si può ottenere è 600 euro. Quindi, vanno definiti gli acquisti di conseguenza. È ottimo quando si sa già che si riceverà un pagamento di lì a poco.
Il servizio è gratis e senza interessi per chi usa Scalapay, mentre chi vende mettendo a disposizione questo metodo di pagamento viene pagato subito con una piccola commissione.
L’ultimo round degli investimenti ha portato nelle tasche di Scalapay circa 255 milioni di euro.
Secondo le stime dell’azienda, questo porterà a un raddoppio dei dipendenti, di cui 400 solo in Italia. E sono già operative le partnership commerciali e finanziarie, strette con Postepay e BNP Paribas, e Stripe.
Nel corso della propria crescita, è emerso un dato interessante. Ben oltre il 60% dei clienti di Scalapay non ha mai avuto rapporti con istituti di credito tradizionali.
Un agglomerato sociale fatto di donne, spesso madri, di età compresa tra i 35 e i 45 anni. Un target economicamente poco interessante per le banche, a cui Scalapay ha offerto un accesso al credito semplice e veloce. e senza barriere burocratiche.
8 milioni di clienti e un ritmo di crescita di 250.000 nuovi utenti al mese, se oggi si stilasse una classifica “speciale” delle istituzioni finanziare con più clienti retail, Scalapay si posizionerebbe sicuramente nella top 3.
E appare ormai abbastanza chiaro che si appresti ad essere un vero e temibile competitor per le Banche tradizionali, focalizzandosi su una fascia di mercato trascurata.








