ByteDance: tutto sulla società proprietaria di Tik Tok

Dicendo Tik Tok sappiamo tutti di cosa parliamo, dicendo ByteDance invece sui volti di molti appare una espressione interrogativa. Questa espressione di stupore e curiosità non appare certo sul viso degli analisti finanziari, in special modo di quelli di Softbank e delle tante altre aziende che hanno creduto nel progetto ByteDance, tanto da renderla la start up più finanziata al mondo.

Tik Tok da qualche mese è al centro di una aspra battaglia legale e commerciale. Il motivo è da ricercarsi sopratutto nella sua forte penetrazione nel mercato statunitense e sulla gestione dei dati raccolti dall’applicazione.

Per sbrogliare questa matassa, dove si intrecciano start up, finanziatori e politica internazionale, bisogna accendere i riflettori su ByteDance, l’azienda proprietaria di Tik Tok. Molti pensano che ByteDance sia un’azienda monoprodotto. Invece la situazione è diversa ed il social network di condivisione video è solo una fra apps e prodotti ByteDance.

Chi è e cosa fa ByteDance

ByteDance è stata fondata nel marzo 2012 da Zhang Yiming, un ingegnere informatico che ha avuto diverse esperienze professionali, tra cui anche un periodo in Microsoft, prima di arrivare alla creazione della sua creatura.

L’attività ufficiale di ByteDance è la gestione di piattaforme internet e lo sviluppo di app che funzionano con il machine learning. Attività che poi è ciò che di più l’ha fatta conoscere.

In diretta competizione con altri giganti della tecnologia cinese come Alibaba, Baidu e Tencent.

Tra le sue app di maggiore successo ci sono Tik Tok, Helo (una app di social media indiana) Douyin (la versione cinese di Tik Tok) BaBe , una app di notizie e contenuti indonesiana,   e Huoshan una app cinese di video in formato breve.

Uno dei primi prodotti di successo di ByteDance fu Toutiao un aggregatore di notizie, alimentato da una intelligenza artificiale. Toutiao è divenunto in poco tempo uno dei canali distributivi di news più popolari in Cina.

ByteDance non è nuova a trovarsi al centro di polemiche ed inchieste. Anche Toutiao, nel momento in cui ha cominciato a diventare un fonte di traffico troppo importante per i media tradizionali cinesi, fu accusata di infrangere il diritto d’autore. Limitandosi ad aggregare notizie, calibrandole sul profilo dell’utente, ne genera ricavi con pubblicità mirate.

ByteDance è solita farsi largo nel mercato a spallate, senza troppo badare alle conseguenze. Fu così anche per il caso di un’altra applicazione, fra le prime sviluppate: Neihan Dianzi. Con essa gli utenti potevano condividere barzellette tramite video, meme e testo. L’app che fu chiusa dalla censura cinese nel 2018.

Perché le mosse di ByteDance sono così importanti?

Le aziende tecnologiche cinesi come ByteDance e i suoi colleghi – Alibaba, Baidu e Tencent – operano nella seconda economia del mondo, senza molta concorrenza estera.

Le Big Tech americane (Google, Facebook e Amazon) fanno ancor oggi fatica, sia per questioni legislative che culturali, a fare (veri) affari in Cina.

ByteDance, a maggio 2020, nonostante l’imperversare dell’epidemia da covid-19, ha raggiunto una valutazione di 100 miliardi di dollari. Facciamo qualche confronto…

  • Baidu ha una capitalizzazione di mercato di 36,6 miliardi
  • Alibaba sui 460 miliardi
  • Tencent ha una capitalizzazione di mercato di 384,5 miliardi.

La capitalizzazione di Alphabet, l’azienda capofila di Google, è di oltre mille miliardi di dollari ma di affari in Cina ne ha sempre conclusi pochi. Non si può dire lo stesso per i suoi concorrenti cinesi che attingono a piene mani anche dal mercato al di fuori dalla madrepatria.

Aziende come ByteDance, come dimostra la popolarità di Tik Tok, stanno aprendo la strada alle app di consumo, in particolare in Cina dove il social commerce su mobile regna sovrano, ma questa tendenza ora si estende oltre la Cina e altre aziende stanno prendendone atto e avviano delle contromisure.

La controprova? L’acquisto da parte di Google di Firework all’inizio del 2020. Questa app permette la creazione e la condivisione di video di 30 secondi. Suona familiare?

Firework è uno dei diretti concorrenti di Tik Tok. I dettagli dell’accordo non sono stati resi noti ma Firework era valutata 100 milioni di USD.

Riflettori puntati su Tik Tok

Tik Tok, è stata lanciata negli Stati Uniti nel 2018 dopo che ByteDance ha avviato un’azione di rebranding di un’altra applicazione che aveva acquisito, Musical.ly. L’app di video brevi da allora è diventata molto popolare grazie ad un afflusso di marchi famosi come Ralph Lauren e Chipotle, così come di editori come Complex e Vice, che si sono riversati sulla piattaforma.

Come Snapchat prima, Tik Tok è riuscita a conquistare un pubblico molto giovane. In una presentazione di giugno 2019 è stato affermato che la maggior parte degli utenti di Tik Tok (69%) proviene dalla generazione Z (dai 16 ai 24 anni), mentre il 25% ha 25 anni e oltre. La maggior parte degli utenti sono  donne (60%).

Negli Stati Uniti, Tik Tok ha più di 30 milioni di utenti attivi mensilmente ognuno dei quali trascorre, in media, 46 minuti sull’app al giorno. A livello globale, il numero di utenti attivi mensili è di 800 milioni, di cui 500 milioni in Cina. Tik Tok, nel 2019 è stata tra le applicazioni di tipo “no game” più scaricate al mondo dietro solo a WhatsApp e Facebook Messanger.

Tik Tok ha tutte le caratteristiche per diventare la gallina dalle uova d’oro nel già popoloso e prolifico pollaio di ByteDance. Molti media buyer stanno iniziando a pubblicare annunci su Tik Tok.

Attualmente Tik Tok sta anche testando un Creator Marketplace che consente a brand, agenzie e operatori di marketing di incontrare e connettere gli influencer presenti sulla piattaforma.

Il giovane miliardario visionario

ByteDance è una azienda cinese e rispecchia in modo imprenditorialmente esatto il modo di fare tipico della nazione natìa. E questo “modo” si delinea fin dalla nascita, nel 2012, in un appartamento di Pechino per mano di Zhang Yiming.

Classe 1983, una laurea in ingegneria informatica, a soli 37 anni Zhang è il decimo uomo più ricco della Cina ma continua a tenere un profilo defilato. Zhang Yiming infatti rilascia raramente interviste. Altrettanto raramente parla in pubblico.

Sono pochi gli analisti del settore che hanno potuto visitare l’azienda, e chi conosce Zhang lo descrive come un nerd dall’aspetto mite e rassicurante ma che sul lavoro è meticoloso e spietato, rivelando la sua vera natura più simile a una macchina da guerra.

Zhang ha lavorato prima in Kuxun, un motore di ricerca di viaggi dove raggiunse il grado di direttore tecnico. Lasciò il lavoro per Microsoft, da cui si licenziò perché in disaccordo con alcune politiche aziendali (almeno così vuole la leggenda) per approdare in Fanfou una start up che fallì poco dopo.

Nel frattempo, il motore di ricerca di viaggi Kuxun fu acquisito da Expedia ma lui ne rilevò una parte relativa alla ricerca di immobili che ribattezzò 99fang.com.

L’illuminazione arriva nel 2011 quando si rende conto, in un viaggio in metropolitana, della penetrazione degli smartphone tra la gente e di come tutti stessero leggendo notizie dai quei piccoli schermi. Affida 99fang ad un manager e lui si dimette per fondare dopo poco ByteDance.

La grande idea di Zhang erano le raccomandazioni personali. “Proprio come Facebook che mette in contatto le persone con le persone e Uber che collega le persone con i veicoli”, ha detto, il suo prodotto, riferendosi al primo aggregatore di news “mette in contatto le persone con le informazioni”.

Il gemello cinese

Tik Tok in Cina non esiste. O meglio non esiste con questo nome ma con il suo nome originale in mandarino: Douyin, nata nel 2016.

Dopo l’acquisizione di Musical.ly, Il marchio Tik Tok nasce nel 2018 con un nome decisamente più memorizzabile e con maggiore appeal per il mercato occidentale. Le due applicazioni hanno lo stesso marchio, quella sorta di nota musicale, usano lo stesso software di machine learning, funzionano allo stesso modo per il lato utente ma una non ha accesso al database dell’altra e viceversa.

Zhang ed i ByteDancers

Ai dipendenti dell’azienda, o ByteDancers come si fanno chiamare, viene chiesto di rivolgersi l’un l’altro per nome, piuttosto che per titolo professionale, come succede nella la maggior parte delle aziende cinesi.

I giovani lavoratori sono incoraggiati a sfidare i dirigenti senior al lavoro e ogni due mesi Zhang incontra i dipendenti faccia a faccia per rispondere a qualsiasi domanda.

Ai ByteDancers è assolutamente vietato rilasciare interviste senza autorizzazione, pena l’immediato licenziamento.

Quali sono le prospettive di ByteDance.

Già da mesi si parla di una eventuale offerta pubblica di acquisto di azioni di ByteDance ma ancora non pare essersi concretizzata.

L’azienda è focalizzata sulla crescita globale, in particolare negli Stati Uniti, dove ByteDance ha avviato una massiccia campagna di assunzioni di figure chiave reclutando tra le fila di Facebook e Snapchat.

Come è successo in patria, ByteDance deve affrontare le sfide della censura.

Questa volta, il controllo arriva dai legislatori statunitensi che hanno dubbi sulla raccolta e gestione dei dati degli utenti da parte di Tik Tok e si chiedono se la Cina stia censurando i contenuti visualizzati dagli utenti statunitensi dell’app.

Il resto è cronaca delle ultime settimane. ByteDance per i legislatori americani, capeggiati da Trump in persona, ha una gestione della privacy troppo opaca e, pena il suo ban dal territorio a stelle e strisce, la stanno costringendo a cedere una parte societaria delle attività di Tik Tok sul suolo americano. Al momento l’accordo pare esserci con Oracle, dopo che in un primo momento di era parlato di Microsoft.

Per il resto, come altre piattaforme, anche ByteDance sta cercando modi per diversificare i suoi prodotti e al momento l’azienda di Zhang Yiming sembra essersi orientata sul cloud service con il suo nuovo prodotto dall’esplosivo nome di Volcano Engine.


 

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