Il Crowdfunding in Italia: cosa è e come funziona.

Già popolare da tempo il crowdfunding è stato importato in Europa da oltreoceano e la possibilità di utilizzare questa nuova forma di finanziamento è divenuta fondamentale per le startup.

Il crowdfunding significa finanziamento dalla folla.

Si tratta di un ampia convergenza, formata da uno o più gruppi di persone, che utilizzano le proprie finanze per sostenere i costi di altre persone, organizzazioni e aziende.

Quindi per Crowdfunding si intende un preciso processo di finanziamento “collettivo”, “dal basso”, che si basa sulla condivisione (online) di idee e progetti di tipo imprenditoriale  e da dove vengono raccolti fondi affinché gli stessi si possano realizzare.

Lo strumento che viene utilizzato dai vari imprenditori sono delle piattaforme online, cioè dei portali a cui presentare il proprio progetto.

Esistono due tipologie di piattaforme da distinguersi in quelle di tipo generalista e quelle verticali, di cui le prime sono atte a finanziare progetti di vari tipi, mentre le seconde si occupano di finanziare un singolo prodotto o settore.

Qualora il progetto fosse approvato, si procederà con l’apertura di una vera e propria campagna di raccolta fondi, promossa di solito attraverso i social network e vari forum.

Il più famoso è Kickstarter.

Attivo dall’aprile del 2009, è diventato popolare per essere stato di fondamentale aiuto nello sviluppo di diverse imprese, tra cui videogiochi, film, musica ed anche giornalismo. Tra i prodotti più conosciuti troviamo il Pebble, la console Ouya, il film di Veronica Mars ed il videogame Mighty No. 9.

In Italia sono diversi i siti per il crowdfunding, il mercato è più piccolo rispetto a quello statunitense ed europeo, di conseguenza si è preferito diversificare e specializzarsi.

Starsup è un portale on line autorizzato da Consob.

Raccoglie fondi finalizzati al finanziamento e la crescita di nuove realtà imprenditoriali, le cosidette startup, l’ottima consuetudine di mettersi in proprio per realizzare un’idea di impresa innovativa.

Starsup non si limita all’aggregazione di investitori on line ma guida sia i novelli imprenditori che gli investitori nella giungla normativa che prevede :

  • agevolazioni
  • esenzioni
  • crediti di imposta

Fornisce supporto all’internazionalizzazione, grazie alla collaborazione con l’Agenzia ICE (ente governativo che promuove lo sviluppo delle attività italiane all’estero).

Eppela  si presente invece come l’iniziativa di maggior successo in Italia per la raccolta di fondi a sostegno delle nuova imprese. I numeri parlano da soli:

  • 60% i progetti di successo fra quelli pubblicati
  • oltre 2.500 i progetti finanziati
  • 1.500.000 €  il cofinanziamento erogato dai mentor
  • 20 mln di euro il volume di offerte da privati investitori.

Eppela si comporta in modo originale :  il novello imprenditore racconta la propria storia e la propria idea, raccoglie fondi online tentando di raggiungere l’obiettivo di raccolta prefissato, e tutto solo grazie alla partecipazione degli utenti del web.

Nessun tasso d’interesse o prestiti onerosi, “solo progetti imprenditoriali o di prodotto da condividere“.

Tradotto : si aiuta a realizzare l’impresa comprando direttamente il prodotto/servizio;  attraverso l’acquisto diretto si da fiducia alla start up che si autofinanzia arrivando direttamente a diffondere il prodotto sul mercato di riferimento.

Siamosoci  è invece un vero e proprio marketplace.

Una community di investitori che conta oltre 15.000 utenti, di questi oltre 2.000 profilati come business angel, mentre 3.500 hanno accreditato una propria startup.

In particolare si prefigge di accompagnare investitori privati verso startup e asset non quotati in borsa.

Gli utenti possono diventare veri e propri “business angel” , sempre coadiuvati da esperti del portale,  e possono navigare tra le campagne dei progetti consultando descrizioni focalizzate su quei fattori che ne attestano la crescita arrivando a  contattarne il team.

Segnaliamo anche il famoso “indiegogo” di cui parliamo qui in un post dedicato.

Vi sono diverse organizzazioni di finanziamento collettivo.

Ognuna rivolta a progetti di un certo tipo, ed è così che troviamo piattaforme per progetti culturali, per libri, scrittori e lettori, progetti relativi al mondo cinematografico e quant’altro, di seguito alcune realtà italiane viste più nel dettaglio.

Be Crowdy è una piattaforma di crowdfunding nata per permettere la nascita e lo sviluppo di progetti culturali ed artistici.

Permette agli iscritti di sottomettere i propri progetti alla folla e farsi aiutare economicamente dalla community, la sede si trova a Parma.

BookaBook, come si capisce già dal nome, è dedicata esclusivamente alle opere letterarie, ha sede a Milano. A Roma troviamo una delle piattaforme più grandi, Cineama, con lo scopo di finanziare progetti relativi alla cinematografia. Più generica invece la napoletana De Rev, rivolta alle startup innovative.

Sempre più apprezzata dai giovani è Gigfarm, piattaforma dedicata ai concerti musicali dal vivo che permette ad artisti e promoter di entrare subito in comunicazione con il pubblico.

Da questa piattaforma propongono il progetto agli utenti, che potranno scegliere se finanziarlo o meno.

Non solo crowdfunding di progetti d’intrattenimento o innovativi, anche progetti scolastici. Come Schoolraising , progetto rivolto soprattutto alle scuole che affrontano tutte le difficoltà causate dai tagli ai fondi degli istituti.

Presente anche Ulule, una delle più grandi in Europa.

Ha la sede principale in Francia ed è attiva anche in Italia. Ha permesso di realizzare oltre 20 mila progetti raccogliendo quasi 120 milioni di euro.

Una modalità particolare di finanziamento crowd è l’equity crowdfunding, una nuova modalità che ha di recente visto la nascita di alcuni portali anche nel nostro Paese.

L’Equity Crowdfunding permette di investire in startup piccole e medie in cambio di quote societarie.

Quindi una volta che l’azienda diventa reale si è soci a tutti gli effetti in base a quanto capitale si è investito.

Risultati crowfunding Italia 2017.

Numeri e statistiche sono stati raccolti da Starteed  dall’Osservatorio Crowdinvesting della School of Management del Politecnico di Milano (PoliMi).

Il crowdfunding in Italia è cresciuto di oltre il 45% rispetto all’anno precedente.  Buon segno!

Uno strumento sempre più utile per finanziare progetti.

Si distinguono varie forme di crowfunding :

  • donation : denaro privato a sostegno di una causa specifica, senza nulla in cambio
  • do-it-yourself : raccolta fondi promossa sul sito dell’azienda, non con piattaforme ad hoc
  • equity : soggetti privati che investono nel capitare di una società, acquistandone le azioni
  • reward : finalizzato all’acquisto di un prodotto o un servizio dell’azienda finanziata
  • royalty : finanziare un’iniziativa della quale si otterranno in cambio una parte dei profitti
  • social lending : prestare denaro, ad aziende e privati, in cambio di interessi predeterminati
  • civc-based : cittadini finanziano direttamente opere e progetti pubblici
  • invoice trading : l’investitore anticipa l’importo di una fattura, remunerazione in proporzione

I modelli donation e reward nel 2017 hanno visto una raccolta di quasi 9,5 milioni di Euro.

I progetti do-it-yourself hanno portato liquidi per circa 1,4 milioni di Euro.

8,5 mila campagne donation e reward , una cinquantina le do-it-yourself.

Le piattaforme che nel 2017 hanno portato a casa i migliori risultati sono :

Produzioni dal Basso che ha raccolto quasi 2 milioni di Euro (+55,7% rispetto al 2016)

Eppela che ha finanziato progetti per 1,8 milioni di Euro (+37,8%)

Musicraiser con 1,4 milioni di Euro raccolti per campagne legate al mondo della musica (+38,4%)

Rete del dono 1,3 milioni di Euro (+36%).

Per il crowfunding italiano numeri interessanti.

I capitali che sono stati coinvolti anche nel nostro Paese sono di tutto interesse, ma la strada è ancora lunga.

Il 75% dei fondi raccolti , pari ad un ammontare di € 11,75 milioni è passato sui tre portali leader :

  • Mamacrowd (€ 4,7 milioni)
  • CrowdFundMe (€ 2,6 milioni)
  • Opstart (€ 1,4 milioni).

Il Social lending ha visto una raccolta, fra il 1° luglio 2016 ed il 30 giugno 2017, di € 56,6 milioni.

I presiti tramite crowdfunding vedono la Lombardia al top con oltre il 20% dei richiedenti e dei prestatori residenti. Subito dopo il Lazio con circa il 13%.

Le aziende finanziate solitamente sono PMI che presentano difficoltà di accesso a fonti bancarie.

I tassi di interesse non sono vantaggiosi rispetto alle banche,  ma entra in gioco la velocità nel rilascio della liquidità.

Dati Crowfunding.cloud e Politecnico di Milano.

 

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