Indiegogo : come funziona il crowfunding

E’ un fenomeno che sta avendo un grosso successo già da diversi anni, ne abbiamo parlato anche qui. Il crowdfunding si sta facendo sempre più strada.


Abbiamo già parlato di social landing, della possibilità di trovare dei finanziatori on line con la sicurezza di una piattaforma da tramite a garantire trasparenza e affidabilità, e dell’esempio di Prestiamoci.it che in Italia è la piattaforma di questo tipo più utilizzata.

Raccogliere fondi nell’epoca del digitale per finanziare un progetto o un’iniziativa invece è annoverata nel sottoinsieme di finanziatori e business angel : il ‘crowdfunding’ , da ‘crowd’ (folla) e ‘funding’, (finanziamento).

Uno strumento per sostenere idee e progetti d’impresa.

Il tutto si basa sullo ‘scambio’ tra coloro che cercano il finanziamento e chi lo attua. Gli imprenditori ricompensano i donatori in una forma non finanziaria: ad esempio con un prodotto, con un meeting o altre forme ancora.

indiegogoTra queste piattaforme, spicca la californiana Indiegogo, fondata nel 2008 da Danae Ringelmann, Slava Rubin e Eric Schell.

Negli ultimi anni Indiegogo ha visto una vera e propria ascesa.

Grazie all’obiettivo di rendere decisamente più semplice ed efficiente il processo decisionale di qualsiasi iniziativa, compreso il conseguente risvolto finanziario.

Indiegogo viene ritenuta una piattaforma più flessibile rispetto ad altre, come ad es. Kickstarter (che però registra una percentuale di successo delle campagne maggiore rispetto a Indiegogo, nda).

Su cosa si basa il business di Indiegogo?

Proprio sulle trattenute, come accennavamo in precedenza. Nel caso del flexible funding (ovvero finanziamenti garantiti anche senza raggiungere l’obiettivo di partenza) la trattenuta è del 9%, mentre nel fixed funding (finanziamenti solo con obiettivo raggiunto) la trattenuta è del 4%.

Con i suoi 15 milioni di visitatori in media al mese, Indiegogo viaggia indubbiamente a vele spiegate e si attesta come una delle migliori piattaforme di crowdfunding.

Non è certo un caso se il nostro Paese è stato il primo in Europa ad adottare una normativa per regolare lo strumento del finanziamento collettivo, ormai diffusissimo e sempre più strutturato.

Indiegogo non si limita più a finanziare : ora vende direttamente.

Il marketplace è l’area tutta nuova che da quest’anno aiuterà le start up finanziate a vendere prodotti e servizi. Assicurando più visibilità, necessario per ottenere i ritorni dopo la campagna di crowdfunding.

Mica male l’idea : non più solo sostegno finanziario attraverso gli investimenti degli utenti ma anche un concreto supporto di promozione.

Indiegogo ha tutti i numeri per dare visibilità , attraverso la propria piattaforma, anche alla fase post finanziamento.

E’ possibile “surfare” fra le categorie di prodotti in vendita, da “tech & innovation” per gli oggetti tech che sicuramente andranno per la maggiore, fino alla creatività e i progetti di community varie.

Fra i tanti esempi : fumetti, film, videogiochi, arte, skateboard, articoli sportivi, indossabili tech, e così via.

Atari rimanda il crowdfunding.

La campagna di crowdfunding per l’Ataribox doveva partire a metà dicembre 2017 ma non se ne è ancora fatto nulla : il rinvio per il finanziamento della nuova console.

Ufficialmente Atari ha dichiarato che “necessita di più tempo per realizzare la piattaforma e l’ecosistema che la comunità Atari merita”.

Ataribox nelle intenzioni dovrà connettersi ad internet , trasmettendo ad uno schermo televisivo, con sistema operativo Linux e chip grafico AMD.

A dimostrazione di come non tutte le ciambelle nascono col buco nemmeno nel mondo del crowfunding.

Grande successo invece per il videogioco “the ballad singer”.

Dopo un successo notevole avuto su Kickstarter , il reclutamento di fondi continua su Indiego :  Curtel Games  annuncia che è addirittura il videogioco italiano più finanziato di sempre su Kickstarter.

Ben 33.347,00 €uro che hanno convinto il team italiano a ripartire da Indiegogo , senza dimenticarsi di tutti i finanziatori che da Kickstarter hanno creduto nel progetto e che otterranno i benefici previsti.

Da Curtel Games non hanno mancato di segnalare che, grazie ai fondi raccolti sinora, il games sarà pubblicato a Novembre 2018 , per PC e Mac , in italiano e in inglese.

Riccardo Bandera, che è la mente di The Ballad Singer”, non nasconde la soddisfazione e dichiara che questo esempio di campagna possa rappresentare un inizio di successo per il crowfunding sui videogames anche in Italia.

Come dargli torto : un cambiamento culturale che è diventato a tutti gli effetti un nuovo positivo inizio per lo sviluppo di molte iniziative imprenditoriali.

Non solo tech.

I numeri del crowfunding.

E qui qualche sorpresa la troviamo. La massa di capitale privato in Italia, lenta e pachidermica un po’ si muove, e fanno dell’Italia il quarto paese in Europa per investimenti in crowdfunding. 

In cima ad un’ideale classifica si piazza la Francia, con un ammontare di 661 milioni di euro finanziati attraverso il crwodfunding.

Subito dopo Germania e Olanda, con investimenti per 595 e 279 milioni di euro.

Quindi il nostro Paese: quasi 241 milioni di euro (dato 2017 del p2pmarketdata.com).

L’Osservatorio Crowdinvesting del Politecnico di Milano ha rilevato che il tasso di successo delle campagne di crowdfunding nel nostro paese è arrivato al 71% nel 2019.

Un ultimo dato su cui riflettere: la UK, in beata solitudine, rappresenta 7,67 miliardi di euro di raccolta, più del doppio di tutta la UE sommata insieme. Ed è l’esempio degli importanti margini di crescita anche ancora connotano il settore.

 

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