Il web e la rivoluzione del delivery: da Glovo a Deliveroo

Ne abbiamo sentito parlare spesso, e in modo particolare negli ultimi tempi: i vari Riders d’Italia, finiti in mezzo alla burrasca burocratica, politica e mediatica italiana, hanno accettato diversi compromessi per i loro servizi. Servizi risultati spesso indispensabili durante e subito dopo il lockdown causato dalla pandemia.

Cosa fanno i riders e con chi lavorano?

La rivoluzione del Delivery, specie in ambito alimentare e ristorativo, si è rivelata una svolta vincente.

Con i costi di trasporto, sia in termini di tempo che di denaro, il rischio di rimanere incastrati nel traffico cittadino, polarizzatosi nelle grandi città, le consegne a domicilio sono la soluzione che può riuscire ad evitare una serie di minus e  – diciamocelo – non dobbiamo vederla solo come un risparmio sui costi ma anche un beneficio sull’ambiente e il coinvolgimento lavorativo di altri elementi.

I riders utilizzano abitualmente una bicicletta o un motorino e questo modus operandi, oltre a snellire il traffico, ha un impatto positivo sulla qualità dell’aria.

Glovo e Deliveroo sono entrambi servizi che offrono un basso costo di spedizione per commercianti e ristoratori che in condizioni precedenti al loro avvento trovavano difficoltà nel recapitare, sia pur in zone circostanti, i loro prodotti.

Questa novella “economia delle consegne a domicilio” ha inoltre avviato un giro di affari che coinvolge molti lavoratori, i quali con una piccola ricompensa prendono sotto propria responsabilità la spedizione e il buon fine della consegna.

Perché non fare anche una veloce passeggiata?

E’ forse questo l’elemento a cui avranno pensato i fondatori delle due società citate, che poi sono le due maggiormente coinvolte in questo giro d’affari.

Pagare un costo per la consegna poteva rappresentare una leva contraria alla riuscita del business, eppure si è rivelata vincente nel momento in cui gli utenti hanno compreso il valore del risparmio di tempo e la comodità di un servizio del genere.

In fondo in molti ancor oggi preferiscono una salutare passeggiata sottocasa per i propri acquisti. Eppure traffico, logorìo della vita quotidiana, o stanchezza da lavoro infrasettimanale, talvolta rappresentano dei freni.

L’idea di base del servizio infatti potrebbe sembrare semplice, ma non è sempre così funzionale. E’ necessario ricordare alcuni limiti della tecnologia.

Sia Glovo che Deliveroo calcolano male i tempi di consegna ?

Già : capita che l’app utilizzata stimi una possibile consegna da un luogo troppo distante, assegnandola ad un rider che raggiungerà con difficoltà (e non nei tempi prestabiliti) la locazione scelta dall’utente.

Spesso questi servizi si basano sulle ordinazioni di vari tipi di cibo takeaway, ad esempio McDonalds, e non sempre è possibile rispettare i tempi se il ristorante ha una fila imprevista al proprio interno, oppure se un particolare prodotto è terminato.

E’ ancora troppo presto per l’Italia?

I Riders, stretti anche dalla morsa delle tasse e l’assenza d’una qualsiasi assicurazione, si devono prendere l’impegno di lavorare anche in condizioni difficoltose, ad esempio sotto la pioggia.

Questi elementi frenano la resa di un servizio. Creano lacune.

Sono capitati anche casi di riders che, in condizioni di difficoltà (pioggia) ignorano l’ordine ma non lo cancellano, lasciando così l’acquirente a bocca asciutta.

Alla fine è bene ricordarsi della mancia.

In conclusione ci sentiamo di ricordare a tutti le difficoltà del lavoratori che permettono di far “girare” questo servizio, quindi quanto una mancia, sia pur simbolica, possa essere una forma di incentivazione ed educazione.

La nuova “economia delle consegne” deve farne ancora di strada per raggiungere una posizione stabile e un’organizzazione adeguata per tutti.

C’è ancora molto da migliorare. Lo testimoniano le recensioni che troviamo sul web, come esempio citiamo i pareri affidati dagli utenti a trustpilot.

Molto interessante questo parere “in prima persona” di chi il delivery man ha provato a farlo. E racconta la sua esperienza.

Non solo cibo.

Per allargare gli orizzonti del business delivery, le aziende di consegne a domicilio hanno pensato anche a fonti alternative. Dalle consegne della spesa dal supermercato, agli acquisti in farmacia, allo shopping di vario tipo, fino alla consegna di pasticcerie e gelaterie.

Qui l’app di Glovo per Android.

Qui l’app di Glovo per Apple IOS.


consegna-a-domicilio

Insomma… una ventata di tecnologia grazie alla quale è sufficiente partire da uno smartphone per acquistare prodotti,  ordinare una pizza. O un’intera cena.

Il food delivery è un ecosistema florido di servizi che si moltiplicano a vista d’occhio.

 

Myfood.it   si orienta decisamente su una filosofia centrata sulla qualità. Opera a Milano dove vengono selezionati i migliori ristoranti della città e, collegandosi a Myfood.it  , tutto arriva direttamente a casa o in ufficio, garantendo dai partner  la massima qualità per le materie prime.

Con 3 semplici passaggi si inserisce nel sito il proprio indirizzo, si sceglie il ristorante che più ci aggrada e si compila il modulo d’ordine.  E’ imposto un ordine minimo ma sono previste zero spese di trasporto.

Nato dalle stesse mani dello storico Bacchetteforchette.it ,  è il risultato dell’impegno della società Foodlander di Milano.

Justeat.it  è un’impresa che presenzia in 13 Paesi differenti.

Just Eat  fin dal lontano 2001 a oggi ha evaso 70 milioni di ordini in 13 Paesi differenti e presenzia molte città italiane (qui l’elenco completo ) consentendo di trovare facilmente (anche con l’ app) i ristoratori di zona che consegnano a domicilio. Si parte dal proprio indirizzo per esser geolocalizzati per poi arrivare a sfogliare i menu on line, opzionando i propri ordini e infine pagare on line. Servizio gratuito e prezzi praticati al pari di quanto indicato nel ristorante.

Foodracers.com   è presente in 12 città del Nord Italia.

Diversamente dai propri competitor funziona in modo da far convergere gli utenti che vogliono ricevere a domicilio e la rete di “racers”, ovvero persone selezionate a livello nazionale che si rendono disponibili per effettuare la consegna.

L’app gratuita di Foodracers è  inserita da Apple Store tra le migliori : si parte dal proprio indirizzo di consegna e attraverso localizzazione GPS, il posizionamento manuale sulla mappa che sfrutta anche i suggerimenti di Google, arriva alla selezione del ristorante e del piatto che si desidera, includendo la possibilità di richiedere aggiunte o varianti rispetto al menù standard.

—–

Un passato studio con tanto di calcoli  ad opera del Sole 24 Ore  certificherebbe che le start up di questa nicchia di mercato (che tanto nicchia non è più) muovono fatturati per 400 milioni di euro.

Cifre che giustificano ottimismo ed entusiasmo degne da eldorado.


 

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