Supermercati on line : la rivoluzione del web post lock down

L’avvento della pandemia ha inciso su supermercati e attività commerciali? E sul modo di fare la spesa on line ? A 2 mesi dalla fine del lock down cosa è rimasto? E cosa rimarrà? Siamo diventati più “digitali”?

Ogni emergenza può diventare un’opportunità e ogni crisi un’occasione. Così mentre molte attività hanno subito pesanti perdite per colpa del lockdown l’ecommerce ha triplicato il suo giro d’affari registrando una vera e propria impennata.

Secondo uno studio promosso da Netcomm ( Consorzio del commercio elettronico italiano) durante l’emergenza sanitaria 2 milioni di nuovi consumatori hanno fatto acquisti online generando un valore economico pari a 2,5 miliardi.

Il settore che ha privilegiato la crisi è stato quello alimentare.

Per l’alimentare infatti si è registrato il 55% in più di ordini sul web. Subito dopo i settori legati (in ordine) ad animali domestici, alla cura della persona, al tempo libero e ovviamente alla tecnologia.

Il lockdown è stato per molti l’occasione per fare il primo acquisto online. Stiamo parlando dei first time users che erano da sempre restii allo shopping online per colpa della pirateria informatica e di una percezione negativa del fenomeno.

I metodi di pagamento più utilizzati da questi neofiti sono stati: carta di credito, digital wallet, bonifico e pagamento alla consegna.

Con il Coronavirus è caduta la barriera dei pagamenti digitali.

spesa on lineMolte attività si sono a loro volta avvicinati all’ecommerce per la prima volta. Parliamo, in questo caso, dei tanti piccoli commercianti italiani che, grazie alla collaborazione con le piattaforme di food delivery o ai social network, hanno compiuto consegne a domicilio.

L’avvento della pandemia ha inciso sul modo di fare acquisti, ma anche sul modo di vendere e instaurare nuove relazioni con i clienti. Sia i consumatori che i venditori hanno scelto internet per venirsi incontro durante le fasi dell’isolamento.

L’impossibilità di avere dei contatti fisici ha favorito le attività virtuali che hanno brillantemente superato la crisi economica grazie alle possibilità concesse dalla rete. Non dimentichiamoci dell’encomiabile ruolo dei riders, i quali durante tutta l’emergenza hanno continuato a lavorare per consegnare beni di prima necessità nelle case di tutti.

Più in generale la logistica ha goduto di una forte crescita, proprio grazie alle performance dell’ e-commerce.

Basti pensare che nel 2017 solo il 32% degli utenti italiani in Rete abbia fatto acquisti online – contro il 75% della Germania e il 57% della media europea. Pertanto oggi l’Italia è, fra i paesi Ue, quello con il maggior tasso di crescita: gli acquirenti on line crescono del 10/15% anno su anno.

Il covid-19 ha rappresentato un’occasione per tutte le piccole e medie imprese che hanno avuto accesso al mercato globale. Ha stimolato un mercato che rischiava la paralisi e ha spinto molti consumatori irrimediabilmente verso lo shopping online.

Bisogna considerare che molte persone non torneranno più a fare la spesa classica per paura di nuovi contagi, per evitare pericolosi assembramenti e scongiurare una seconda ondata.

In questi mesi d’emergenza sanitaria sono cresciuti sia i consumatori che le attività presenti sul web. Le aziende che hanno investito online e sulle tecnologie digitali hanno acquisito un vantaggio competitivo che ha permesso loro di restare a galla nonostante le difficoltà emerse con la pandemia.

Sono e saranno le più preparate per affrontare in futuro una nuova crisi economica.

L’ecommerce continuerà dunque a crescere.

insieme al food delivery e alla vendita di prodotti farmaceutici all’ingrosso, le vendite in Rete sono destinate inevitabilmente ad espandersi a macchia d’olio.

Possiamo pertanto individuare tre direzioni lungo il quale questo fenomeno potrà svilupparsi, coinvolgendo sempre più consumatori:

  1. Il proximity commerce: l’integrazione tra i player del commercio elettronico e le piccole attività locali.
  2. Il modern food retail: la distribuzione alimentare con consegna a domicilio tramite ordinazioni effettuate sui social network.
  3. L’ecommerce di prossimità: le piccole caratteristiche botteghe che distribuiscono i propri prodotti a domicilio o con la formula del compra e ritira.
Resta da sciogliere il nodo legato alla sicurezza degli acquisti online.

I consumatori hanno ancora una percezione distorta dei rischi legati alle attività sul web e temono di compromettere le proprie  risorse finanziare facendo acquisti su internet.

La pirateria informatica è un pericolo costante che si evolve parallelamente, se non perfino più velocemente, delle operazioni legali.

Per salvaguardare i consumatori le attività devono garantire la sicurezza delle transizioni economiche e tutelare le informazioni personali. Ogni sito dovrà dotarsi di metodi di pagamento sicuri, consentire una navigazione protetta e offrire servizi di reso e rimborso.

Senza la pandemia quale destino sarebbe toccato all’ecommerce?

Lo shopping online ha rilanciato il commercio e delineato nuovi modelli di consumer experience. Era solo questione di tempo, forse anni, ma senza alcun dubbio il covid ha accelerato l’ascesa del fenomeno.

Internet ha consentito, durante il lockdown, la prosecuzione di molte attività come lo studio e il lavoro.

Tenendo fede alla sua radice etimologica, la Rete ci ha permesso di restare meno isolati e conservare l’apparenza di una vita normale.

Il virus ha ampliato la nostra percezione del web e dimostrato l’imprescindibilità della connessione nella vita di tutti i giorni. La rivoluzione è ormai inarrestabile.

Lo smartworking, la didattica a distanza e infine l’ecommerce diverranno una prassi consolidata e nessuno in futuro potrà più farne a meno.


 

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