Lo Smart Working ai tempi del Coronavirus, pro e contro

Quello che tutto il mondo sta vivendo è un periodo strano, un momento difficile per tutti in cui metà della popolazione mondiale è in quarantena. Ad una crisi sanitaria si è aggiunta, inevitabilmente, una crisi economica a cui le aziende devono sopperire in qualche maniera.

Questo è il motivo per cui lo smart working è entrato sempre più prepotentemente nelle nostre vite. Il lavoro da casa ha sostituito il lavoro in ufficio al tempo del Coronavirus e si è trasformato da possibilità a necessità.

Come ogni cosa, anche lo smart working ha vantaggi e svantaggi con cui, ogni giorno, i lavoratori devono fare i conti. Quali sono? Cosa ne pensano i diretti interessati? E come sarà la nostra vita quando l’emergenza sarà passata?

Lo Smart Working ai tempi del Coronavirus.

Lo Smart Working, il cosiddetto lavoro agile o lavoro da casa, è stato per anni il sogno di tutti i lavoratori dipendenti. L’idea di rimanere a casa e svolgere dal proprio domicilio il lavoro di tutti i giorni era qualcosa di parecchio allettante.

Se, però, prima dell’emergenza Coronavirus, la percentuale di coloro che poteva lavorare da casa era abbastanza bassa, oggi, in piena emergenza non è così.

Per andare avanti è necessario che, laddove possibile e seppur a rilento, i lavoratori continuino a lavorare direttamente da casa.

Uno sforzo non indifferente quello che diverse aziende hanno fatto per garantire ai propri dipendenti quest’opportunità evitando ulteriori tracolli economici e l’incubo della cassa integrazione.

Come, però, avviene per tutte le tipologie di lavoro, anche lo Smart Working ha dei pro e dei contro di cui è bene essere a conoscenza.

Smart Working, i vantaggi

Cominciamo dalla parte migliore, quella sui vantaggi dello Smart Working. In base ad alcuni studi effettuati da un team di esperti, sembra proprio che lavorare da casa abbia diversi vantaggi riducendo gli stress accumulati in ufficio e non.

Lavorare da casa, infatti, significa non dover sopportare il traffico per raggiungere il posto di lavoro, poter disporre dei propri spazi nella maniera che si desidera e, il più delle volte, non dover rispettare i classici orari da cartellino.

Che dire, poi, del fatto che non si incontrano ogni giorno i collaboratori più fastidiosi? In definitiva, gli esperti hanno indicato 4 vantaggi principali:

  1. il lavoratore è sottoposto ad uno stress molto inferiore rispetto a quando va fisicamente in ufficio;
  2. c’è una maggiore quantità di tempo da dedicare al lavoro ma ci si può ritagliare anche più tempo da dedicare a sè stessi;
  3. le spese extra legate al tragitto casa/lavoro e viceversa sono del tutto azzerate. Il riferimento, in questo caso, è ai costi della benzina, dei biglietti per l’autobus o ai parcheggi;
  4. nessuno stress da timbratura del cartellino.
Smart working, gli svantaggi.

Se lo Smart Working diminuisce gli aspetti negativi del lavoro in ufficio, occorre dire che, però, non li elimina completamente. Vi sono, quindi, anche degli svantaggi. Alcuni di questi, poi, sono una diretta conseguenza dei vantaggi. Ad esempio, il fatto stesso di non avere un orario può portare a rimandare il lavoro di qualche ora se, ad esempio, ci sono i parenti o gli amici a casa.

Ben 6 sono gli svantaggi più comuni per il lavoro da casa:

  1. lavorare di più dal momento che si rischia di rimandare a dopo le mansioni da svolgere;
  2. gli ambienti di lavoro sono gli stessi di casa e per alcuni questo potrebbe rappresentare un limite;
  3. si limita il contatto con le altre persone;
  4. è facilissimo distrarsi dall’attività lavorativa;
  5. si rischia di soffrire maggiormente la solitudine sul lavoro;
  6. si interagisce davvero pochissimo con il team di lavoro.
Le reazioni sul web.

Come avviene per ogni ambito della nostra vita, anche lo Smart Working è passato sotto la lente d’ingrandimento del web. I commenti che si leggono in rete sono per lo più positivi perché tendono a dare risalto a quelli che sono i vantaggi del lavoro da casa in un momento particolare come questo.

Una tendenza che, secondo molti, sarebbe favorevole proseguire anche una volta passata l’emergenza. Consiglio che, però, non è chiaro se le aziende potranno attuare dato che mantenere lo Smart Working sta richiedendo comunque enormi sacrifici. Vi sono, poi, dei settori in cui è sempre necessaria la presenza del lavoratore sul posto per cui è impensabile procedere con questa tipologia di lavoro.

Oltre l’80% dei commenti letti sul web, comunque, mostrano di essere favorevoli al telelavoro evidenziando maggiormente gli aspetti positivi di cui abbiamo parlato poc’anzi.

La vita dopo il Coronavirus.

Come anticipato non è chiaro se lo Smart Working continuerà a mantenere questi ritmi, raddoppiati rispetto ad un mese fa, anche nel post Coronavirus. Sappiamo, però, che nessuno di noi sarà più come prima sia nel linguaggio che nel comportamento.

Cambierà la nostra idea del mondo in maniera globale. Impossibile dire da adesso come andranno le cose. Bisognerebbe prima comprendere quanto durerà il sacrificio che tutti stiamo affrontando e a partire da quando, seppur al rallentatore, il Paese potrà ripartire.

Lo Smart Working, in questo senso, potrebbe avere un ruolo determinante per l’economia.

 

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