Tumblr passa a WordPress, Verizon svende.

Ognuno ha il suo posto dove andare sulla rete, e allo stesso modo rivoltando la questione vi sono “luoghi” nel web dedicati ad una precisa audience.

  • Facebook è ideale un po’ per tutti, col suo essere friendly e popolare.
  • Twitter è più dedicato a chi deve comunicare rapidamente con un impatto rapido su scala sociale.

Ma avete mai sentito parlare di Tumblr?

Se vi è sempre piaciuto creare, questo sito ha goduto di grande fama nell’essere il posto più indicato.

Inizialmente parte dell’ecosistema di Yahoo, questo sito ha avuto una storia piuttosto agitata. Certo, artisticamente parlando è sempre stato un posto molto attivo. Permetteva anche una buona espansione dei propri post e, con qualche altra funzione carina, è il risultato di un buona mescolanza fra l’ancora attivo e vecchio Blogger aggiunto ad una buona iniezione da social networking.

Purtroppo dal giorno in cui Yahoo ha iniziato a perder pezzi e perdere di vista alcuni aspetti considerati margineli nel proprio business, Tumblr è diventato presto un far west di programmi automatici che hanno preso a condividere contenuti piuttosto dubbi.

Ma tutto ciò non ha preoccupato gli utenti, secondo i quali il sito è diventato famoso proprio per essere libero e senza particolari restrizioni.

Tumblr è rimasto un “luogo” molto attivo.

Quest’ultimo elemento ha destinato il social ad avere un potenzilale ad alto valore.

Durante il 2017, Yahoo decide di vendere parecchi dei suoi servizi a Verizon, trattando il prezzo numerose volte. La chiusura della transazione è arrivata per circa 4 miliardi di dollari.

La stessa Verizon decide di compiere un passo molto importante per il sito il quale, specialmente durante il 2018, era ormai un campo invaso da immagini a sfondo sessuale o prevalentemente per adulti. Contenuti, come detto, spesso postati da bot. Viene quindi imposta la nuova regola: qualsiasi cosa possa dare anche il minimo senso di pudore diventa contro le regole del sito.

Un filtro automatico è stato così impostato e, catastroficamente, ha cominciato a cancellare anche semplici immagini colorate di rosa.

Disgustati da questo massacro di disegni innocenti, molti artisti e blogger hanno fatto partire una fuga dal sito, fino a far perdere milioni di utenti in pochi giorni.

E’ rimasta comunque un’accettabile fetta d’utenza, anche drasticamente ridimensionata.

Il sito non è rimasto in mano a Verizon per molto.

Possiamo capirne bene le ragioni. Giusto durante l’Agosto 2019 è successo un veloce passamano: Verizon vende Tumblr ad Automattic, conosciuto meglio come il servizio che fornisce WordPress.

Il prezzo non è stato reso al 100% pubblico, ma si dice che è stato al di sotto dei 3 milioni di dollari. Letteralmente spiccioli considerando il suo valore iniziale, deprezzato anche a seguito delle regole a fini di “pulizia” imposte da Verizon.

Quale sarà il destino di Tumblr?

Si teme poco roseo.

Dopo molti utenti persi risulterà davvero difficile tornare indietro ma solo il tempo e investimenti (si spera) azzeccati potranno dare la propria sentenza su questo social.

 

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