Minacce informatiche: aggiornamento virus

Ogni anno, nel mese di novembre, l’umanità non solo deve fare fronte al nuovo ceppo influenzale.

E’ necessario fronteggiare anche i nuovi tipi di virus che i criminali (informatici) iniziano a diffondere in rete una volta terminato il loro riposo estivo.

Agli inizi di novembre 2019 ha iniziato a diffondersi“Buran”.

Proveniente dai paesi facenti parte della ex Unione Sovietica, questo programma malevolo si è diffuso a macchia d’olio su scala mondiale.

Appartiene alla famiglia dei virus ransomware, quelli cioè che bloccano l’accesso ai file dei proprio computer chiedendo una somma di danaro in riscatto per poter sbloccare e rendere di nuovo funzionante la nostra macchina.

Tuttavia, a differenza dei virus simili, Buran si caratterizza per non scrivere nessuna linea di codice nell’hard disk della vittima. Ciò rende difficile la sua eliminazione.

Se non vogliamo quindi farci spremere dai nostri amati risparmi cerchiamo di non aprire email sospette e nemmeno di infilare strane chiavette usb di dubbia provenienza nel personal computer.

Le vecchie truffe on line, perpetrate da hacker senza scrupoli, tornano in auge.

Stiamo parlando, in questo caso degli attacchi di tipo phishing condotti con il sistema delle notifiche del calendario di Google (Google calendar).

Sono molti infatti ad organizzare la propria vita servendosi di questo utilissimo software on line. Il Google Calenda ci aiuta a ricordare scadenze, da compleanni e appuntamenti, fino a quelle più spiacevoli come mutuo e bollette.

Data la sua popolarità gli hacker inviano tramite mail delle notifiche del tutto simili a quelle che vengono mandate da Google calendar.

L’ignara vittima clicca (senza pensarci troppo) su tali notifiche e attiva inconsapevolmente dei codici malevoli che sfruttano eventuali falle di sicurezza presenti nelle macchine delle sbadate vittime.

Anche in questo caso, quindi, occhi bene aperti su cosa schiacciate poiché il web è come il Far West: un’eterna lotta tra buoni (o fessi, dipende da quanto non siamo attenti) e cattivi.


E non poteva mancare il CoronaVirus anche nel mondo informatico.

Avevate dubbi? Il Coronavirus non lascia in pace nemmeno il mondo dell’informatica.  Stavolta non ci ha pensato la natura, ma i soliti malintenzionati sparsi nel globo, e diffondere un “ceppo” di malware che può far male alla nostra tranquillità. E stavolta tocca le delicate note dell’impatto emotivo che la pandemia certamente ha già sufficientemente messo alla prova.

aggiornamento virusSi chiama CoronaLocker ed è un malware screenlocker , simile ad un ransomware.

Attraverso la visualizzazione improvvisa di una pagina, che ripete all’infinito (e lo trovereste inquietante anche voi…) la parola “coronavirus”.

Viene visualizzata sullo schermo e impedisce di riprendere il controllo del PC, ed è stato identificato in un software di hacking WiFi denominato “wifihacker.exe”.

Molti altri dettagli tecnici li trovate qui, ma certo l’attenzione e un pizzico di furbizia debbono rendere tutti vigili, il singolo e i dipendenti di un’azienda, nell’evitare mail “strane” o sospette.

O siti web non sicuri.

Un passo falso e le conseguenze potranno esser costose (riscatto dei dati, ripristino dei dati se recuperabili o del sistema operativo) e problematico (fermo del lavoro).

 

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