Server casalingo o Server in cloud ?
Ovvero : i dati sono più al sicuro su un server casalingo o in cloud?
Quando abbiamo talmente tanta roba sul pc da non sapere come gestire la memoria, ci affidiamo principalmente a dei server cloud che possiamo trovare facilmente sul web.
Ma c’è un problema: spesso questi cloud, che offrono ulteriore spazio riservato, sono a pagamento.
Parliamo ad esempio di Dropbox, skyDrive e servizi simili, che vi garantiscano una certa affidabilità ma anche una limitazione in termini di spazio.
E poi c’è sempre il rischio che i vostri file finiscano nelle mani sbagliate, visto che ci stiamo riferendo a dei server cloud online.
Ecco perchè negli ultimi tempi si sta facendo sempre più strada la tendenza ad affidarsi ai server casalinghi: in primis perchè sono gratuiti, e questa è una caratteristica che si attesta sempre al primo posto nel gradimento degli utenti.
Ovviamente, il gratis non basta e non può bastare.
Per optare per il server casalingo bisogna anche che questo ci garantisca alcune cose: la prima potrebbe essere il fatto che è davvero di facile realizzazione.
Potete farlo anche con un computer vecchio, dato che non necessita di un hardware troppo potente, così come non serve un processore di primo livello e nemmeno chissà quale memoria RAM.
Ma attenzione: dipende dalle vostre reali esigenze.
Se queste sono ‘alte’, un server casalingo di scarse pretese potrebbe rivelarsi una bella fregatura, con rallentamenti e blocchi che vi faranno spazientire non poco.
Ovviamente un dettaglio non trascurabile è l’infinità di spazio, o meglio, potete decidere voi quanto spazio possedere (a differenza dei cloud come Dropbox, ecc).
E poi non c’è il rischio che i file finiscano dove non devono finire, come dicevamo prima: con il server casalingo potrete configurare un firewall hardware molto potente ed un sistema di backup automatico su disco interno di tutti i cpu collegati alla rete locale.
Un’altra noia, però, potrebbe derivare dal fatto che non avete la più pallida idea di come assembrare un server, o semplicemente non avete né tempo né voglia di farlo.
Per questo ci sono i ‘mini-server’, denominati Server NAS.
Questi ultimi permettono di avere tutte le funzionalità di rete in un solo case.
Occhio però: il mondo dei server cloud è tornato prepotentemente alla carica e si sta già riorganizzando.
La prova è l’ultimo Plex Cloud, che garantirà l’accesso al vostro account da qualunque dispositivo voi vorrete accedervi.
Ma scordatevi il gratuito: Plex Cloud richiede un abbonamento ad Amazon Cloud del costo di 70 euro annui per spazio di archiviazione illimitato ed è richiesto inoltre un Plex Pass dal costo di 5 euro al mese o 40 euro all’anno.
L’alternativa è una licenza a vita, dal costo di 150 euro.








