VPN e Disaster Recovery: recuperare dati perduti rimanendo online

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Le reti private virtuali (VPN) godono da alcuni anni di un discreto successo da parte di vaste fasce di navigatori del Web, considerando, oltre alla loro comprovata efficacia nel rendere la connessione quanto più sicura ed anonimizzata possibile, le capacità di data recovery, ancora più notevoli in caso di recuperi extra di PC, software, informazioni e hardware gravemente minacciati da intemperie fisiche, nell’ambito del cosiddetto disaster recovery.

Una VPN tarata dall’utente secondo le proprie specifiche personali può aiutare a continuare ad operare al proprio PC anche in casi di interruzioni gravi quanto imprevedibili del contatto con il server remoto. Saranno sufficienti credenziali e software per consentirci di bypassare la momentanea assenza di accesso alle informazioni, per non perdere neanche un minuto. Per consentirci di scegliere l’alternativa VPN più apprezzabile per le nostre necessità, teniamo in considerazione le differenti tipologie di reti private:

-VPN SSL, diventata uno standard tra molti utenti per via della sua capacità di accesso rapido da browser web e soprattutto, l’assenza di un ingombrante client software, a differenza delle IPSec. Nel caso in cui fosse danneggiato il gateway principale, questo costituisce inoltre una delle maniere più rapide per accedere a host multipli, una chance che può aiutare l’utente ad operare al PC indisturbato da ulteriori danni.

-VPN cloud- based: i servizi online offerti da una rete privata basata su cloud godono di molte proprietà allettanti per l’utente, iniziando da una vasta disponibilità di banda, così come generalmente di una struttura di server più ampia, capace di poter ospitare in multitasking molti più utenti, senza picchi di latenza eccessivi.

Attualmente, le VPN cloud – based possono attingere ad una nutrita schiera di software per copie sicure di file e dati sulle virtual machine che ospiteranno le informazioni (un recente esempio è costituito da FastSCP per la piattaforma Microsoft Azure), spesso già in grado di sfruttare appieno HTTPS per trasferire file, rendendo secondario l’uso di una VPN, che può comunque essere utilizzata per incrementare significativamente il livello di sicurezza.

Le VPN next-gen implementeranno a breve, comunque, elementi un tempo tipici della dotazione software di un PC, tra cui le nuove generazioni di firewall (ovvero Next Gen FW, in grado di riconoscere in via proattiva attacchi sofisticati alla rete, che si tratti di cyberpirati o di disaster recovery in senso stretto.

Roberta Betti

Appassionata da lungo tempo di tecnologia, videogaming e tutto ciò che verte intorno al mondo della cultura e dell'entertainment: scrivere e seguire innovazione e scoperte che vanno di pari passo con l'età dell'informazione rappresentano per me le priorità principali.

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