Microsoft Surface 3: recensione del nuovo tablet che si fa PC

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E’ bastato eliminare la dicitura “Pro” dal precedente Microsoft Surface Pro 3 per ottenere un upgrade rapido, snello e soprattutto potente del tablet/ultrabook ibrido diventato ormai un must per tutti coloro che sono interessati a questa tipologia di device. La casa di Redmond è sostanzialmente portata ad offrirci una sorta di rivisitazione da capo a coda del precedente Pro 3, con un design comunque riconoscibile come da tradizione ed un nuovo display da 10.8”.

La terza generazione del tablet più celebre dopo Galaxy Tab di Samsung e iPad Apple presenta un rinnovamento profondo, ed una serie di imperdibili nuove funzioni.

L’efficienza costruttiva è ancora una volta evidente, così come la robustezza, paragonabile ad altri device trendy e ben conosciuti, tra cui MacBook, da cui comunque Surface 3 si distanzia per via della type cover presente. Tra i dispositivi di interazione tattile non manca la classica Surface Pen, utile per chi è solito disegnare o photoshoppare sul proprio tablet. Ad orientare le capacità di Surface 3 è un Intel Atom x7, che di certo non raggiungerà a livello videogaming le performance del fratello maggiore Surface Pro 3, ma che comunque si districa con agevolezza in una selva di applicazioni sempre più vasta.

E’ inoltre presente la classica micro USB, assieme ad una USB originale in grado di permettere la connessione fisica dell’ibrido con ogni dispositivo che non supporti Bluetooth, corredandosi inoltre, dal punto di vista della connettività, di un modulo Wi-Fi.

Il feedback visivo è garantito grazie alla buona risoluzione 1920 x 1280 pixel, tuttavia permane, soprattutto in lettura nelle aree illuminate, qualche difetto dovuto all’angolo di visione, difetto tipico nella maggioranza dei tablet ibridi.

Anche la tastiera ne guadagna dal nuovo layout, offrendo più spazio al touchpad integrato, dando finalmente luogo ad una digitazione del tutto simile a quella su laptop.

Il comparto RAM (4 GB) è sufficiente per un device di tale portata, e l’HD integrato con specifiche eMMC, a 128 GB, è predisposto per contenere file e applicazioni senza difficoltà. L’audio è inoltre adeguato per una qualità stereo dignitosa, a differenza dalla maggior parte dei tablet che consentono ben poco oltre ad una musicalità metallica e decisamente inadatta a rendere giustizia ai brani moderni.

Ricordiamo infine che Surface 3 ha ottenuto benchmark positivi nei confronti di Apple iPad Air 2, un tablet certamente amatissimo dagli utenti, tuttavia surclassato dal nuovo Surface.

Buone notizie anche sul versante touchscreen; sono stati portati a 256 i livelli di pressione dedicati al pennino, ora in grado di cogliere la sensibilità del tocco dell’utente a qualsiasi profondità.

Si tratta quindi di una mossa di Microsoft in grado di mettere in mano all’utente un device sufficientemente potente da ospitare una release Windows, permettendo contemporaneamente l’inserimento di alcune feature essenziali del top di gamma Pro 3, che di certo tornano indispensabili nei momenti in cui il chipset verrà spremuto a livelli massimi, durante le app di design, videogiochi e riproduzione video: consigliato perciò agli utenti mid-end, che non necessitano di un top di gamma.

Gli utenti sono stati decisivi anche nell’integrazione di un’altra importante feature, ovvero il supporto posteriore Kickstand, permettendo al tablet di essere ricollocato come un PC portatile, offrendo comunque una grande maneggevolezza anche appoggiato orizzontalmente su una superficie piana.

Surface Pro 3 torna così utile sia per le applicazioni più “soft” quali lettura e videoscrittura, senza tralasciare i videogamer, che beneficeranno dello schermo così come dei processori Intel Core, rispettivamente alla versione i3, i5 o i7 a seconda del modello prescelto.

Attendiamo quindi con fiducia questo potente ibrido tablet/laptop, che porterà nuovi livelli di interazione e facilità d’uso per tutti gli utenti, dai principianti ai veri esperti.

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