Il caso di Fitbit, un business dedicato agli indossabili

Un accessorio cui nessun amante dello sport può più rinunciare, un dispositivo indossabile che traccia tutte le attività fisiche svolte nell’arco della giornata. Stiamo parlando del fitness tracker per eccellenza: Fitbit.

Prodotto dall’omonima società in differenti versioni è divenuto nel corso di un solo decennio il punto di riferimento nel mondo dei wearable. Il segreto di questo successo non è una casualità, ma il risultato della combinazione vincente di tre fattori.

Uno: la tecnologia

Ogni prodotto realizzato è in grado di raccogliere ed elaborare numerosi dati: passi compiuti, distanza percorsa, calorie assunte o bruciate, frequenza cardiaca, esercizi fisici e qualità del sonno.

Fitbit ha introdotto l’accelerometro tridimensionale per la rilevazione del movimento e l’applicazione cardiofitness per la misurazione dell’ossigeno nel flusso sanguigno.

Due: usabilità

I dispositivi Fitbit sono facili da usare e da indossare.

Sono adatti alla vita di tutti i giorni e possono essere utilizzati indistintamente dai fisssati del fitness o da chi vorrebbe perdere giusto un paio di kg.

Tre: strategia di marketing

Il successo dell’azienda californiana è legato anche al suo posizionamento nel mercato.

Fitbit ha intuito le possibilità che si stavano delineando nel settore degli indossabili e ha avviato la sua attività rivolgendosi ad un target di riferimento per poi orientarsi verso un pubblico sempre più ampio. Hanno sfruttato la nicchia come trampolino di lancio per la conquista del mercato globale e dei segmenti differenti dall’originale.

Ciò che colpisce del fenomeno Fitbit è la rapida ascesa con la quale si è imposta nella cultura contemporanea. Dal lancio del primo modello all’acquisizione da parte di Goolge sono passati infatti solo 10 anni.

Un lasso di tempo brevissimo se paragonato ai suoi nuovi competitors nel mondo degli smartwatch come Apple o Samsung.

Cosa ha reso questo accessorio l’oggetto del desiderio ?

E per milioni di persone in tutto il mondo, aggiungerei. La risposta è più semplice del previsto: ogni dispositivo Fitbit è ideato per qualunque persona.

La sua mission è promuovere una vita sana pur senza grandi sforzi. L’idea principale è sfruttare ogni azione perché ciascuna se sommata alle altre contribuisce al raggiungimento di uno scopo.

Il debutto sul mercato della società è avvenuto nel 2007 con FitBit Tracker cui sono seguiti:

  • Ultra
  • One
  • Zip
  • Flex
  • Force
  • Surge
  • Area
  • Charge
  • Blaze
  • Versa
  • Inspire
  • Ionic
  • …e la versione per bambini Ace.

Il bestseller della gamma è stato FitBit Charge del 2014 , divenuto presto un’icona grazie alla sincronizzazione con lo smartphone.

L’anno successivo è toccato a Charge 2 bissare il precedente successo grazie all’innovativa funzione cardiofitness. L’altra rivelazione è stato lo smartwatch FitBit Versa, dal design elegante, una batteria con elevata autonomia e spotify, seguito dal successore Versa 2 integrato con Amazon Alexa.

Nella storia aziendale non sono mancati però dei passi falsi. Come Ultra, uscito nel 2011 con un difetto di progettazione. Oppure Force, del 2013, che è stato ritirato perché causava irritazioni della pelle per via del nichel.

È possibile affermare che FitBit sia l’esempio di come un posizionamento efficace sul mercato possa fungere da apripista verso nuovi target e nuove nicchie.

Un modello di business vincente che ha reso un dispositivo per il fitness molto più che un accessorio.

E si guarda già al futuro con partnership nel mondo della moda, approdo distintivo per lanciarsi nel settore come simbolo di fashion device.

 

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