Netflix in Italia cresce a dismisura con le serie tv

L’autore di queste righe ammette una passione : l’introspezione di un serial come “13”, la follia visionaria di “Sense8” (che altro aspettarsi dai mitici Watchowsky) il dark thriller “Ozark” (con la memorabile presenza di Laura Linney) l’horror di qualità con “Hill House”… e potrebbe continuare.

E lo ammetto : un po’ meno di tanti altri (vado controtendenza) ho apprezzato la serie spagnola “La Casa di carta” e l’inglese “The Crown”.

Per chi ama il cinema, per chi ama le serie, Netflix è davvero una manna.  E’ sulla leva dei serial che il network di streming n°1 al mondo punta forte per i prossimi anni.

Netflix si muove su due fronti: incassi e premi.

I risultati economici sono sotto gli occhi di tutti e davvero (positivamente) impietosi :

  • 11,69 miliardi di dollari nel 2107
  • 7 milioni di nuovi sottoscrittori fra giugno e settembre 2018
  • 183 milioni di utenti abbonati su scala globale (dato aggiornato ad aprile 2020)

Sono stati quasi 16 milioni di abbonati aggiuntisi durante il periodo di lockdown, e una previsione di ulteriore crescita di 7,5 milioni di abbonati tra aprile e giugno 2020.

Una performance sbalorditiva, che si deve ora confrontare con i nuovi competitor fra cui il principale sembrerebbe essere Disney+.

Netflix in Italia.

Nel 2018 parlavamo di una rilevazione di abbonati che in Italia ammontavano a 800mila utenti attivi.

Il coronavirus , con il conseguente lockdown, ha accelerato gli abbonamenti in tutta l’Europa Occidentale.  Nel nostro Paese sono previsti 4,6 milioni del 2020, raddoppiati rispetto a quando –  novembre 2019 – il fondatore Reed Hastings aveva confermato la cifra di oltre 2 milioni di abbonati per l’Italia.  E non è finita qui : le previsioni parlano di 7 milioni gli utenti entro il 2025.

Va riconosciuta la qualità delle produzioni originali Netflix.

Queste infatti sono determinanti per distinguere i contenuti dal panorama della concorrenza.

Non è più una novità la presenza agli Emmy awards, così come agli Academy Awards (gli Oscar). Negli ultimi 15 anni l’americana HBO era il più apprezzato e prolifico produttore di film e serial di qualità.

Netflix ha invece messo a segno nomination a pioggia negli ultimi 3 anni.

Da quando il management ha compreso che la vera gallina dalle uova d’oro è rappresentata dalle serie prodotte in esclusiva per la piattaforma, questa è divenuto il fronte principale per le produzioni future.

Le serie creano fidelizzazione e interesse.

Ce ne sono per tutti i gusti ma, molto spesso, sono colme di uno spessore narrativo che non è poi cosi’ comune ad ogni produzione. Per alimentare il business nel recente passato Netflix ha scelto di ricorrere al mercato dei cosiddetti “junk-bond” , ovvero obbligazioni dal rating “spazzatura”, che promettono interessi più alti per chi li acquista.

Ben 2 miliardi di dollari in emissione, destinati all’acquisto di produzioni e, in particolare, alla produzione di contenuti originali.

Non solo numeri quindi : gli abbonati di Netflix in Italia la amano per varie ragioni, diverse delle quali sono illustrate in questo interessante articolo del Fatto quotidiano.

Ogni esperienza di streaming su Netflix  gode del “recommender system“, quel meccanismo di “consigli” basato su quanto il cliente ha già guardato. I consigli seguono il gusto dell’utente segnalando i contenuti affini.

E’ questo il momento cruciale: quello dell’accesso dell’utente, in cui (secondo l’esperienza del network)  fa una scelta consapevolmente irrequieta. Il momento in cui trova qualcosa di interessante o, diversamente, non rinnova l’abbonamento.

Netflix cresce : le azioni anche.

Da 50 dollari a 525 dollari in 7 anni.

Ora le scelte espansionistiche puntano mercati emergenti come l’India, che cresce di oltre il 20% all’anno su una popolazione di 1miliardo di persone.

Ecco il perchè di una strategia di investimenti da miliardi di dollari per produrre contenuti direttamente in terra indiana.

E lo stato debitorio di Netflix segue gli investimenti.

Come dicevamo la crescita è talmente impetuosa che il ricorso ad onerosi prestiti sui mercati potrebbe non essere evento sporadico.

Netflix mostra uno stato finanziario da far brillare gli occhi agli investitori.

Se si pensa che la crescita rimarrà sostenuta e altri competitor hanno un rapporto debitorio ben più pesante, Netflix potrà senza difficoltà piazzare le proprie obbligazioni con alti rendimenti per gli investitori.


 

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