Allo era l’app di messaggistica di Google: la (mancata) concorrenza a Whatsapp

“Allo”, quella che era l’ App di messaggistica firmata da Google. Chiusa a Marzo 2019.

AlloRilasciata durante l’estate 2016 sui dispositivi Android e iOS e offerta (ovviamente) in modo totalmente gratuito.

Lo sappiamo, in molti esclamerete: “Ancora?!  Un altra app di messaggistica?”

Allo andava ad inserirsi in un mercato non semplice. Puntando su una grafica pulita ed essenziale innanzitutto, che noi definiremmo user-friendly, stracolma di emojii.

Le azioni tramite il touch erano il cavallo di battaglia di Allo.

Infatti tramite uno swipe dal basso verso l’alto sul pulsante di invio per ingrandire il messaggio stesso, viceversa per rimpicciolire, e l’integrazione con Google Assistant.

E poi le Chat in incognito, ovvero con messaggi criptati, che una volta chiuse le conversazioni, saranno definitivamente perse.  E gli adesivi , ovvero emoji in formato maxi, riprese dai famosi adesivi di un’altra ex applicazione di messaggistica : BBM (Blackberry messanger).

Grazie alle sinergie con il motore di ricerca di Google : trovare un ristorante in zona e lo condividerlo con gli amici.

Ma la concorrenza, come dicevamo, è spietata.

L’egemonia di Whatsapp rimane incontrastata, nonostante Google abbia tentato di ritagliarsi una fetta di mercato dall’utenza insoddisfatta di Whatsapp, la battaglia non è stata vinta.

Altre applicazioni molto funzionali ed efficaci come Telegram (disponibile anche la versione desktop) e WeChat, sono rimastre le vere concorrenti dell’app di proprietà di Facebook.

Sono bastati 2 anni per far fuori dal mercato Allo.

Parecchie furono le aspettative da parte di utenti e addetti al settore. Nemmeno una partenza entusiasmante sul Play Store ha contribuito alla perdita di popolarità.

Una certezza l’abbiamo : Whatsapp rimane un concorrente duro da aggredire. In Italia in particolare, dove risulta largamente in testa per numero di utenti e messaggi inviati.

Secondo un recente report di Audiweb, WhatsApp è usata da 32 milioni di italiani per 25 ore al mese, risultando di gran lunga la più utilizzata.

Aumenta in modo sorprendente il tempo medio di utilizzo dell’app di Facebook: nel 2019 è stato di 25 ore e 46 minuti a persona, al mese. 82% in più rispetto al 2018.

Telegram insegue con circa 10,9 milioni di italiani al mese, con un avanzamento del 59% sul 2018 e un tempo di utilizzo di 8 ore e 7 minuti a persona al mese.  E alla luce dei 400 milioni di utenti mensili a livello globale.

E poi Skype, con l’app usata mediamente ogni mese da circa 2,4 milioni di italiani per 1 ora e 26 minuti.

Google Hangouts, usata da 1,1 milioni di persone (in calo). Viber (-13%) che raggiunge 732.000 persone per un uso di 3 ore e 25 minuti ogni giorno.  WeChat, nel mondo oltre 1 miliardo di persone, in Italia usata da 485 mila individui per 1 ora e 43 minuti al mese.

Dietro ai primi 3, insomma, solo noccioline.

Con tanti saluti alla concorrenza.


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