TikTok, gli Hacker, il resto… il social dei microvideo si è preso la scena

Abbiamo già parlato di quanto, diu recente, TikTok (di cui abbiamo parlato in modo diffuso in questo articolo) non se la sia passata bene in quanto a cybersecurity. L’app ha subito diversi attacchi da parte di hacker da tutto il mondo, soprattutto in Cina.

Manipolati da link fake che appaiono sulle chat, gli utenti ci sono cascati molto spesso.

Gli hacker più “astuti” sono riusciti a dirottare utenti verso fasulle home page di TikTok da loro progettate, per poi entrare nel loro account e manomettere i loro dati personali.

Circa un miliardo e mezzo sono gli utenti di TikTok.

Utenti che devono stare all’erta e fare attenzione ad eventuali chat promiscue e richieste indesiderate che potrebbero provenire da hacker malintenzionati.

Come descriveva anche l’Ansa in modo dettagliato in questo articolo, le minacce alla sicurezza dei dati e, di conseguenza, alla privacy, sono più d’una e ogni utente ormai deve prestare attenzione a quello che fu (o non fu mai?) il mondo felice sul web.

Tik Tok : video molto brevi ed efficaci.

Un connubbio che incuriosisce e stimola creatività, una piattaforma perfetta per i tutorial che arrivano dritti al punto. Spiegazioni facili e brevi, sia che si debba montare un mobile, o costruire una piscina casalinga faidate.

Oppure soltanto passare qualche minuto di svago e divertimento.

E il poco tempo che si ha a disposizione nel nostro quotidiano, e la voglia di ottenere tutto e subito, rendono il focus di questo social di sicuro successo.

TikTok per apprendere. 

Microvideo, dicevamo, della durata di 15 secondi circa. Un’enormità di video educativi, e va detto che non è necessario registrarsi.

Visitando l’area TikTok for good potremo visualizzare l’iniziativa #EduTok per spingere gli utenti nella  produzione di video educativi, ma anche #ForClimate ai fini di sensibilizzare i comportamenti virtuosi ed ecosostenibili.

Gli hashtag #education e #learning ci portano ai microconsigli su cultura generale, dalle lingue all’anatomia. Ma anche fai-da-te e “trucchi” vari.

La concorrenza e le alternative a TikTok.

Tangi per imparare qualcosa di nuovo. Figlio di Google, attivo da inizio 2020, dedicato all’apprendimento breve.

Gli argomenti sono i più ricercati, da bellezza a fai da te, dalla cucina alle decorazioni.
Video di un minuto al massimo pubblicati dalla community.

Tangi seleziona i contenuti con più like, quelli di tendenza e le ultime novità. Non ancora disponibile in Italia e UE , ma lo sarà presto.

Byte punta molti su creatitivtà, sfruttando la stessa formula dei microvideo, lanciata da TikTok.

Un caso interessante questa piattaforma, che semplifica sia la crezione di video che di contenuti di interesse, ordinati in base ad argomenti, classificati dai tag.

Arti, Fai da te, trucchi di magia, e tanto tanto altro.

Jumprope e l’arte dei tutorial.  Poco noto nel nostro Paese, i tutorial realizzati dai “creator” sono ottimi  (ad esempio) per il fai-da-te. La piattaforma però prevede anche blog tematici

Jumprope.com permette di condividere i propri contenuti anche sui principali social network, da Instagram a YouTube.

E intanto, secondo Anonymous…

Il gruppo di hacker Anonymous ha rivelato l propria posizione : TikTok sarebbe un malware utilizzato dal governo cinese per fare spionaggio di massa.

Secondo un report pubblicato su un account riconducibile al team degli hacker, l’app sarebbe in grado di spiare tutti gli utenti che hanno deciso di installarla sui propri smartphone.

Nel mentre il governo americano riflette sul bando di TikTok, reo di influire sull’opinione pubblica influenzando le politiche interne, la concorrenza si prepara all’assalto.

Come si sta muovendo la concorrenza.

Youtube e Facebook si muovono, con il lancio delle creature proprietarie che puntano ai video brevi.

Insomma: il web USA si muove per mantenere la leadership anche su idee e spazi che i cinesi si stanno ritagliando.

 

Anche l’India dopo gli USA.

TikTok è controllata dalla cinese ByteDance, ed è finita sotto accusa già lo scorso anno, a seguito di notizie di censure sui contenuti, e dell’accesso di Pechino ai dati degli utenti.

Anche l’India ha messo al bando TikTok. E non solo : anche il browser UC di Alibaba, WeChat di Tencent e diverse app sviluppate in Cina.

Tra India e Cina, infatti, si è scatenata una battaglia. Secondo il governo indiano le app cinesi sarebbero pericolose per la sovranità dello stato indiano, oltra “la sicurezza dello Stato e l’ordine pubblico”.

Insomma : se ne parlerà poco, ma tutto ciò che si sta paventado all’ombra della Grande Muraglia determinerà molti assetti futuri, anche per il nostro Paese.


 

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