Come guardare la tv in streaming con Kodi

Era il 2015, e per scaricare Kodi bastava collegarsi al sito ufficiale. Il software disponibile per Windows, Mac e Linux.

In Italia la Guardia di Finanza ha bloccato i DNS quindi era necessario cambiare gli indirizzi. Con DNS Jumper, che fa tutto da solo, era necessario solo settare qualche parametro.

Per trovare la lista completa di canali in streaming è necessario integrare il plugin Pelisalacarta, un addon di origini spagnole con ottimi riferimenti anche nella nostra lingua.

A questo link è presente una lista con i migliori canali free: Pelisalacarta canali.

Il file è in formato .zip e quando si avvia Kodi basta portarsi sulla scheda Sistema, entrare nelle Impostazioni e infine selezionare il percorso in cui è stato salvato il file.

Pelisalacarta ha un’interfaccia grafica molto semplice ed intuitiva. Oltre ai canali installati nello streaming si può effettuare una ricerca per trovare film e telefilm. Nei settaggi iniziali sono indicati i siti in tutte le lingue ma spostandosi sulla scheda Configurazione si può impostare un filtro per lingua.

Per vedere i contenuti streaming con Kodi basta selezionare la sorgente e attendere qualche secondo per il buffering. Il tempo di attesa dipende dalla velocità della vostra connessione internet. L’addon Pelisalacarta offre un’anteprima e l’utente potrà scegliere di scaricarli o vederli sul lettore. Purtroppo vi sono molti siti che non consentono il download diretto se non tramite dei link a pagamento.

Preparate popcorn e patatine perché tutti i vostri amici si inviteranno a casa vostra per guardare film e serie tv in streaming.

Ormai nel 2020 possiamo affermare che parte del pubblico televisivo si trasferito sul web.

Cinque anni dopo il primo lancio di Kodi, tanto streaming è passato sotto i canali.

Quindi come se la sta cavando oggi Kodi?

Il plugin in sé non è sotto cattive acque. Ma ha ricevuto comunque un sacco di guai e controversie legali, oltre ad una certa instabilità che ha portato il team dietro a Kobi a muoversi con molta attenzione. La programmazione ha incluso anche dei DRM, cercando di dare dal Team un apparenza di “forniamo solo lo strumento, sono gli utenti che scelgono cosa farne”.

Ed è davvero così, a tutti gli effetti. Molti usano vendere prodotti basati su Kodi, spacciandoli come ufficiali, e parecchi sfruttano Kodi per una singola cosa precisa: la pirateria attraverso la visione di canali streaming online.

Da una parte, c’è chi dice che fare così è più sicuro: si usa un dispositivo che non ha molte informazioni personali al suo interno, e in questo modo quei siti non possono creare problemi alla configurazione del PC.

Dall’altra, c’è chi usa il proprio prodotto munito di Kodi per altri scopi (può essere la console, un Android Box, o tanti altri…Kodi può essere installato pressoché ovunque) e questo elimina tutto il discorso di sicurezza personale.

Il Team di Kodi ha dovuto cercare di scoraggiare il più possibile l’installazione di simili plug-ins, ma ovviamente non ha tanto potere sulla libertà dell’utenza. Val la pena ricordare che giusto a Novembre 2019 due grossi repositories (archivi di plug-in) sono stati chiusi per minacce legali.

Molti ancora programmano delle aggiunte che possiamo montare sull’interfaccia, tant’è che vi sono alcune nuove uscite in questo momento.

L’ultima versione aggiornata di Kodi risale ad Agosto 2019 e possiamo affermare che è agli stessi livelli di Torrent: non può essere condannato lo strumento, ma viene abbondantemente condannato chi ne fa uso.

 

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