Fuga da Facebook: E’ vero che sempre più persone scappano?

Facebook ha già spento 16 candeline. Dal 2004, anno della sua fondazione, ne sono cambiate tante di cose. Al punto da risultare il social network più utilizzato al mondo.

Sono quasi 2,40 miliardi gli utenti che utilizzano mensilmente questo social network, elevato ormai a metodo di comunicazione. Qualcosa, però, pare stia cambiando.

Sempre più persone, infatti, decidono di abbandonarlo. Ma dove? È davvero un fenomeno a livello mondiale? E poi : quali sarebbero i motivi?

Facebook, il calo mondiale dal 2017

Che Facebook abbia avuto qualche problema internazionale e subìto mondialmente un calo negli ultimi anni non è una novità. Le prime avvisaglie si sono avute già nel 2017, quando il tempo di permanenza sul social da parte degli utenti è calato drasticamente. Ben 700 mila americani e canadesi, nell’ultimo trimestre del 2017, hanno iniziato a cancellarsi.

Ma perché si dice che la gente abbandona Facebook?

Agli inizi della crisi Mark Zuckemberg non si era mostrato particolarmente preoccupato per la flessione di Facebook. Attribuiva il fenomeno, in particolare, alle novità inerenti i post.

In pratica si privilegiavano quelli di amici e parenti a discapito dei post delle singole pagine. Un danno ingente, è certo!

Eppure non è questa la causa che ha spinto e continua a spingere tanta gente ad abbandonare Facebook.

I motivi della fuga da Facebook sono altri.

Innanzitutto gli utenti sono più consapevoli del fatto che crea dipendenza e, per questo, preferiscono scappare appena se ne rendono conto.

Po va detto che la crescita degli altri social network rimane fra le cause principali.

Stiamo parlando in particolare di Instagram, la piattaforma social che, in questi ultimi anni, è cresciuta di più in assoluto. Sono gli adolescenti, in particolare, ad abbandonare FB per Instagram dato che il primo viene ritenuto letteralmente “roba da vecchi”. Per “vecchi” si intenderebbero coloro che hanno più di 18 anni dal momento che gli adolescenti in questione sono quelli con un’età massima di 17 anni.

Tantissimi profili risultano inattivi.

E questo, non neghiamolo, nell’enorme quantità di utenti descritti all’inizio, ci può stare anche solo perchè, semplicemente, parte di coloro che si erano registrati sono poi deceduti. Secondo recenti statistiche pare che i profili che si fermano per questa ragione si aggirino attorno ai 50 milioni l’anno (!).

Diversi, inoltre, gli account falsi che sono stati cancellati dagli stessi amministratori del social. Su Facebook si fanno largo moltissime fake news, che non piacciono agli utenti che si sono dimostrati più volte infastiditi da quest’inutile proliferazione.

Facebook, com’è la situazione in Italia.

Ma cosa sta succedendo, in particolare in Italia per Facebook? Alcune recenti ricerche hanno portato alla luce una situazione che appare in controtendenza con quanto avviene nel resto del mondo. Proprio il social di Zuckerberg, infatti, appare come quello con il numero maggiore di iscritti attivi (più di 30 milioni). Seguono Instagram (con quasi 20 milioni) e LinkedIn (con 12 milioni).

Se i numeri appena citati riguardano il numero di utenti attivi, vediamo qual è la piattaforma che viene maggiormente usata sul web. Indicheremo, per ciascuna, la percentuale di utenti che la utilizzano e l’incremento rispetto all’anno precedente. Considerato che i dati raccolti risalgono alla fine del 2019 il paragone è con lo stesso periodo del 2018.

  • Youtube, 87% di utenti la utilizzano, +25%;
  • WhatsApp, 84% di utenti che lo utilizzano, +25%;
  • Facebook, 81% di utenti che lo utilizzano, +21%;
  • Instagram, 55% di utenti che lo utilizzano, +22%.

Possiamo notare come accanto a ciascun social vi sia un numero positivo il che indica che, almeno in Italia, Facebook non è affatto “morto”.

Perché gli italiani stanno su Facebook e come lo usano.

In base a recenti studi, gli italiani trascorrono ogni giorno 1 ora e 50 minuti sui social. Facebook viene per lo più utilizzato per informarsi (facendo sempre attenzione alle fake news che vi si possono trovare).

Alla stregua di altri colossi come Twitter e Youtube viene anche utilizzato per leggere, ad esempio, una recensione su un’azienda, o su un prodotto.

Instagram, invece, è utilizzato di più per seguire i propri VIP preferiti (ed è forse questo il motivo per cui molti VIP hanno lasciato FB o non si sono mai iscritti).

Gli utenti che utilizzano Facebook lo fanno, per di più, in maniera passiva. Questo significa che si limitano a leggere i contenuti degli altri ed evita di produrne di propri. Sfiorerebbe, invece, il 40% la percentuale degli utenti attivi che non solo leggono i contenuti altrui ma ne producono a loro volta.

Concludendo

Un sentito dire, quello del “Facebook è morto” che, almeno in Italia, non ha per il momento alcun fondamento. I numeri, tra l’altro, parlano abbastanza chiaro. Ovviamente non è tra le piattaforme preferite, lo abbiamo visto, ma almeno in Italia si difende ancora molto bene. E poi, ricordiamolo sempre, il “sentir dire” è tra i peggiori nemici del business. La sensazione, in certi casi, non conta nulla, sono i dati a dover dire la loro.

 

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