Inchiesta: scopriamo le aziende italiane del Videogame

Lavorare nel mondo dei videogames non è un sogno ma realtà. Secondo la classifica Cnn Money del 2013,questo settore raggruppa la categoria dei lavori migliori al mondo, basandoci su salario e possibilità di fare carriera.

Conosciamo le aziende italiane di videogames da vicino

italian-videogamesOggi le aziende italiane leader nel settore dei videogiochi sono composte principalmente da giovani imprenditori, ragazzi che per il 90% si autofinanziano e portano avanti il sogno di una vita.

Le parole d’ordine di queste piccole aziende sono: low cost e mobile.

Il mobile, infatti, è il settore che ha dato vita al boom dei videogames, basti pensare che quasi tutti ormai possiedono almeno uno smartphone.

Il low cost è invece la chiave per portare avanti il lavoro e inserirsi in quella nicchia di mercato fortunatamente ancora in forte espansione in Italia.

Nate per la maggior parte a cavallo tra gli anni ’80 e anni ’90, ad oggi si contano circa una settantina di aziende che danno lavoro a talenti, liberi professionisti e startupper tra le cinquecento e le mille persone.

Le imprese italiane del videogames hanno una media di tre anni di vita, mentre il 30% degli imprenditori non supera i trentanni e realizza prodotti italiani esportati in tutto il mondo.

Secondo AESVI (Associazione Editori Sviluppatori Videogiochi Italiani) nel suo ultimo “censimento” :

  • il 98% degli sviluppatori italiani distribuisce i propri prodotti in Europa
  • il 91% in Nord America
  • il 71% in Sud America
  • il 65% in Asia/Pacifico

Il mercato italiano dei consumatori invece ha una domanda molto promettente, infatti siamo i quarti in Europa per il consumo dei videogames dopo Gran Bretagna, Germania e Francia.

Ciò che differisce il nostro prodotto da quello europeo è la creatività.

Le aziende italiane di videogames al GDC di San Francisco

Il GDC ovvero Game Developer Conference che si tiene a San Francisco è un evento storico dedicato proprio all’industria del gaming.

Qui espongono le aziende più grandi e importanti al mondo e ogni anno la conferenza porta ventiseimila visitatori.

Dodici aziende tutte made in Italy che si occupano di videogames, supportate dal ministero dello Sviluppo economico, erano presenti al GDC.

Ecco le dodici aziende italiane presenti :

  • Bad Jokes Studio di Alessandro Menegotti (titolo più famoso Jake)
  • Bad Seed di Jacopo Musso (Sheep Up scaricato da 2 milioni di persone)
  • Balzo di Dario Trovato (Fablescapes tra le 50 migliori app educative)
  • Digital Tales di Giovanni Bazzoni (ha vinto due draghi d’oro)
  • Forge Replydi Alessandro Mazzega (Joe Dever’s Lone Wolf e Space We Brawl)
  • Interactive Project di Matteo Palumbo (sviluppo giochi da corsa)
  • Just Funny Games di Ludovico Cellentani (giochi in realtà virtuale ed aumentata)
  • MixedBag di Mauro Fanelli (Futudurium EP Delux)
  • Reddoll Games di Andrea Bechini (il Burraco)
  • Rimlight Studiosdi Fabio llacqua (Zheros)
  • Studio Evildi Marco DI Timoteo (Super Cane Magic Zero)
  • Unreal Vision di Umberto Maria Vollono (studio specializzato in Game Art)

Se oggi l’Italia figura quarta tra i produttori di videogames in Europa, sul mercato globale stenta ancora ad affermarsi : ma le cose stanno cambiando.

Dicevamo un business in continua crescita : in effetti il  mercato dei videogiochi nel nostro Pese non conosce crisi e nel 2015 ha smosso circa 1 miliardo di euro : una crescita del 7% rispetto al 2014.

I dati sono resi pubblici dall’Ice che certifica quanto software (+21,6%) console (+8,7%) accessori (+7%) siano i sottosettori a fare da traino.

Mentre gli italiani che nel corso del 2015 si sono dilettati con i videogames è il 49,7% della popolazione di eta’ superiore ai 14 anni senza distinzione di sesso.